Vinitaly in tour. 13 tappe fra Asia, Nord America e Europa

Vinitaly in tour. 13 tappe fra Asia, Nord America e Europa

È partita il 19 gennaio una promozione del vino italiano, in collaborazione con l'ICE e il sistema camerale, che percorrerà 50mila km

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

20

Gennaio
2023

A cura della Redazione F&T

Dal 19 gennaio al 23 febbraio 2023, Vinitaly raggiungerà dodici città di nove Paesi di Europa, Asia e Nord America, che rappresentano complessivamente i due terzi del totale delle esportazioni di vino italiano. Un roadshow in tredici tappe che il Presidente di Veronafiere, Federico Bricolo ha presentato come un "lavoro di squadra che vede coinvolte le istituzioni, l’ICE e il sistema camerale, la rete di rappresentanza estera e la struttura interna di Veronafiere: un’attività in linea con la mission aziendale che guarda alla promozione delle etichette italiane, in un momento particolarmente delicato per il settore impegnato a fronteggiare l’impatto dell’aumento dei costi di produzione".
Ma questo roadshow sarà anche un'occasione di esplorare nuove opportunità per un presidio stabile della Fiera di Verona su alcuni mercati di interesse, come già in atto con Wine To Asia e Vinitaly China Road Show per la Cina e la più ampia area del Far East, e con Wine South America per il Brasile e il continente sudamericano.

Maurizio Danese, AD di Veronafiere, ha evidenziato che "i 50mila chilometri complessivi di viaggio verso i Paesi-obiettivo rappresentano, sia in chiave prospettica sia di consolidamento, buona parte del presente e del futuro commerciale del vino italiano nel mondo".

Il tour, i mercati

In una nota, Veronafiere ha precisato che la prima tappa sarà il 19 gennaio a Rust (Austria), a cui seguiranno Princeton (USA) il 23, New York (USA) il 24 e 25 e Copenaghen (Danimarca) sempre il 24.
Nel mese di febbraio il calendario prevede gli appuntamenti di Chicago (USA, 2 febbraio), Monaco (Germania, 6 febbraio), Bruxelles (Belgio, 7 febbraio), Zurigo (Svizzera, 8 febbraio), Londra (UK, 8 febbraio) e Cardiff (UK, 9 febbraio).
Il mese si chiude con gli appuntamenti di Tokyo (Giappone, 21 febbraio) e Seoul (Corea del Sud, 23 febbraio), anch’esse in collaborazione con le istituzioni, ICE-Agenzia e il sistema camerale.

Secondo i dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, in valore, gli Usa rappresentano il primo mercato per i prodotti nazionali (1,4 miliardi di euro, sempre a settembre 2022, e una quota del 25% sul totale fatturato dal settore vitivinicolo nel mondo), seguiti da Germania (851 milioni di euro, +6% e una quota del 15%) e UK (10% di share, 581 milioni di euro, per una crescita del 15%). Insieme questi tre mercati rappresentano la metà del totale valore/volume del vino italiano esportato nel mondo.
In generale, tra spumante, frizzante e vini fermi in bottiglia, sono questi ultimi a fare la parte del leone sui nove mercati: con valori superiori al 70% di quota in volume troviamo Germania, Corea, Giappone, Svizzera, con punte del 90% in Danimarca.
Lo spumante ha alleggerito il peso dei fermi in USA (33% contro 60%), ma soprattutto in UK (43% contro 55%), Belgio (38% contro 59%) e Austria (31% contro 46%).
L’incidenza maggiore dei frizzanti la si trova invece in Austria (23% sul totale) e Germania (15%).
Per l’Osservatorio, sommando i valori dei nove mercati, i vini fermi totalizzano il 64% dei volumi esportati, gli spumanti sono al 28% e il resto (8%) va ai frizzanti.

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