Sugar tax, via libera dal 1° luglio (forse)

Sugar tax, via libera dal 1° luglio (forse)

Introdotta nella Legge di Bilancio 2020, la misura è sempre stata rinviata. Se scatterà in estate, avrà l'aliquota dimezzata. Assobibe insorge

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14

Maggio
2024

A cura della Redazione F&T

Il 1° luglio 2024 sembra essere la data in cui entrerà in vigore la Sugar Tax, vale a dire l'imposta sul consumo di bevande analcoliche edulcorate, avente la finalità di limitare, attraverso la penalizzazione fiscale, il consumo di bibite che hanno un elevato contenuto di zuccheri aggiunti. La misura era stata rinviata al 2026, insieme alla Plastic Tax, ma poi il Governo, che ha necessità di fare cassa, ha cambiato idea, generando il malcontento di Forza Italia e, ovviamente, delle industrie produttrici di bibite zuccherate.
Anche se la misura era stata introdotta nella Legge di Bilancio 2020, era sempre stata rinviata.
Comunque, Giancarlo Giorgetti la dimezza: l'aliquota fissata per i prodotti finiti nella misura di 10 euro per ettolitro (10 centesimi di euro per litro) diventerà pari a 5 euro per ettolitro (5 centesimi di euro per litro). Per i prodotti predisposti ad essere utilizzati previa diluizione, l'imposta, fissata in 0,25 euro per chilo di prodotto, diventerà pari a 0,13 euro.
Ma bisogna vedere come si svilupperanno le dinamiche all'interno dell'Esecutivo: il segretario di Forza Italia Antonio Tajani, infatti, ha affermato "Ci sono norme a livello comunitario: aggiungerne una a livello nazionale, contro un voto del Parlamento che diceva di rinviarne di almeno due anni l'ingresso con il parere positivo del Governo votato da tutta la maggioranza, mi pare un'incongruenza".

Le bevande colpite

La Sugar Tax è un’imposta correttiva, simile ad altre esistenti in Europa, come la Chips tax in Ungheria, o l’imposta inglese tarata sulla concentrazione di zucchero sulle bevande.
La tassa italiana nasce per colpire le cosiddette bevande edulcorate, "le bevande finite e i prodotti predisposti per diventare bevande previa aggiunta di acqua o altri liquidi, classificabili nelle voci NC 2009 e NC 2202 della nomenclatura combinata dell'Unione europea, condizionati per la vendita e destinati al consumo alimentare umano, ottenuti con l'aggiunta degli edulcoranti di cui alla lettera d) ed aventi un titolo alcolometrico inferiore o uguale a 1,2% in volume". Dall'aliquota sono escluse le bevande edulcorate per esigenze nutrizionali.
I prodotti interessati sono le bevande gassate, i tè zuccherati, quelle energetiche e per sportivi o i succhi di frutta che sono dannose per la salute visto l'alto contenuto di zuccheri.

Su chi sarà scaricata la tassa?

Il Decreto del MEF 12 maggio 2021 spiega che i soggetti tenuti al pagamento della tassa sono il fabbricante, il cedente (ovvero chi li vende ai consumatori), l'acquirente e l'importatore per quelle che arrivano da Paesi extra-UE. Per chi non paga l'imposta è prevista una sanzione dal doppio al quintuplo della cifra evasa e non inferiore ai 250 euro, e per il ritardato pagamento è prevista una sanzione pari al 25% del dovuto. Inoltre, i soggetti che non presentano la dichiarazione mensile in cui si determinano gli elementi che servono a calcolare la tassa rischia una sanzione fino a 2.500 euro.
Secondo Assobibe, l'associazione aderente a Confindustria dei produttori di bevande analcoliche, l'introduzione della tassa provocherà una contrazione delle vendite pari al 16%, un taglio degli investimenti per 46 milioni di euro e degli acquisti di materia prima (400 milioni), oltre a ben "5 mila posti di lavoro in meno". L'associazione, "stupita e preoccupata per la volontà del Governo di introdurre la Sugar tax, sinora sempre definita inopportuna", dice che la tassa, oltre a provocare un aumento dei prezzi finali al consumatore, colpirà "le imprese del comparto, fatto per il 64% da PMI".

Attendiamo di sapere se il percorso lungo e tortuoso di questa imposta terminerà con l'entrata in vigore, seppure dimezzata, il 1° luglio 2024, o ci saranno altre sorprese.

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