Promemoria per i trattori: nel 2022 l'agricoltura ha perso 900 mln per i cambiamenti climatici

Promemoria per i trattori: nel 2022 l'agricoltura ha perso 900 mln per i cambiamenti climatici

Rapporto Censis-Confcooperative: il calo produttivo medio in Italia è stato dell’1,5%

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

23

Febbraio
2024

A cura della Redazione F&T

Bisogna ricordare agli agricoltori che protestano e si scagliano contro il Gree Deal europeo, in via di smantellamento da parte dalla stessa Commissione, che l’agricoltura è il settore più colpito dalle conseguenze dei cambiamenti climatici: solo nel 2022 l’andamento dell’economia agricola italiana ha registrato un calo della produzione dell’1,5%, pari a circa 900 milioni di euro. Il dato emerge dal Focus Censis Confcooperative Disastri e climate change: conto salato per l’Italia che certifica come negli ultimi 40 anni un terzo del valore dei danni provocati da eventi estremi nell'Unione europea sia stato pagato dall’Italia. E, nel contesto italiano, a farne le spese sia stato soprattutto il settore primario.

Buona parte del risultato negativo, si legge nel focus, è da imputare alla diffusa siccità e alla carenza di precipitazioni, tanto che il 2022 è considerato per l’Italia l’anno più caldo di sempre, nonchè quello meno piovoso dal 1961, con una temperatura media che ha superato di 0,58°C il precedente record assoluto del 2018 e di 1,0°C il valore del precedente anno 2021, secondo il rapporto annuale “Clima in Italia nel 2022” di ISPRA e Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.

Dalle colture alle zone geografiche, disastro su tutta la linea

Quasi tutte le tipologie di coltivazioni hanno subito un duro contraccolpo: la produzione di legumi ha visto un calo del 17,5%, l’olio di oliva del 14,6%, i cereali del 13,2%. In flessione anche ortaggi (-3,2%), piante industriali (-1,4%) e vino (-0,8%). Il comparto zootecnico ha subito una riduzione della produzione pari allo 0,6%.

Dal punto di vista territoriale, la flessione del volume di produzione ha avuto una maggiore incidenza nel Nord Ovest (-3,5%) e nel Sud (-3,0%), mentre al Centro non si è registrata alcuna variazione.
Se si guarda al valore aggiunto, la tendenza negativa appare particolarmente evidente nel nord Ovest con un -7,6%. Al Sud il valore aggiunto si riduce del 2,9%.

Foto: wirestock

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