Nebrodi 2: arresti e sequestri in Sicilia contro la «mafia dei pascoli»

Nebrodi 2: arresti e sequestri in Sicilia contro la «mafia dei pascoli»

Requisiti anche 349 titoli AGEA ottenuti con frode. Confiscati 750.000 euro derivanti da truffe sui finanziamenti pubblici nelle campagne agricole

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07

Febbraio
2024

A cura della Redazione F&T

Il 6 febbraio 2024 si è svolta una maxi operazione in Sicilia contro la cosiddetta "mafia dei pascoli": sequestrati beni per 750.000 euro a membri dei Bontempo Scavo e dei Batanesi, con 23 arresti nei Nebrodi.
La persistenza delle attività illecite della "mafia dei pascoli" emerge con la maxi operazione "Nebrodi 2", che giunge quattro anni dopo l’operazione precedente del gennaio 2020 realizzata dalla Guardia di Finanza, dai Carabinieri del Ros e del Gruppo tutela agroalimentare. Smantellò un gigantesco sistema di interessi criminali sui fondi europei che si replicava da anni nel silenzio generale. Portò all'arresto di oltre 100 persone, per 91 delle quali, il 31 ottobre del 2022, i giudici del Tribunale di Patti a conclusione del processo di primo grado hanno emesso una storica sentenza, infliggendo complessivamente oltre 600 anni di reclusione. Tra qualche settimana per questa vicenda inizierà il processo di secondo grado davanti alla corte d'appello di Messina.

La nuova inchiesta condotta dalla Distrettuale antimafia, dai Carabinieri del ROS e del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, dai Finanzieri del Comando Provinciale e dalla Squadra Mobile della Questura di Messina si concentra sul gruppo mafioso dei Batanesi e sulla famiglia dei Bontempo Scavo, smantellando una rete mafiosa ricostruita lungo l’intera dorsale dei Nebrodi.

Il cuore dell’indagine è un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice Eugenio Fiorentino del Tribunale di Messina, su richiesta della Distrettuale Antimafia. Coinvolge 37 indagati appartenenti alla famiglia mafiosa tortoriciana, con accuse che spaziano dalla criminalità organizzata alla produzione e traffico di droga, estorsioni, trasferimento fraudolento di valori, truffe per ottenere finanziamenti pubblici, riciclaggio, autoriciclaggio, malversazioni di fondi pubblici e falso.

L’esecuzione delle misure cautelari include 20 ordinanze di custodia in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 14 ordinanze interdittive per la sospensione di attività imprenditoriali legate a richieste di contributi comunitari o statali.

Parallelamente all’arresto dei sospetti, le autorità hanno eseguito il sequestro di 349 titoli AGEA acquisiti fraudulentamente e confiscato somme superiori a 750.000 euro, derivanti dalle truffe per ottenere finanziamenti pubblici nelle campagne agricole tra il 2015 e il 2020.

L'indagine s'è avvalsa anche delle dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia, che facevano parte del gruppo mafioso dei Batanesi. Questo ha consentito di ricostruire la "nuova" esistenza di un'associazione denominata ancora una volta "famiglia tortoriciana" composta dall'articolazione del gruppo dei Bontempo Scavo e del gruppo dei Batanesi, che ancora una volta si è concentrata tra l'altro su estorsioni e truffe aggravate in agricoltura a danno dell'Unione Europea e dell'AGEA.
Accanto a questo, i gruppi hanno intensificato il ramo-stupefacenti: è contestata dall'accusa l'esistenza di un'associazione dedita alla coltivazione, all'acquisto, alla detenzione, e al commercio di sostanza stupefacente, che è stata operativa sul versante tirrenico della Provincia di Messina, tra Tortorici, Sinagra, Capo d'Orlando e Rocca di Capri Leone. Un gruppo collegato alla famiglia dei Bontempo Scavo e al gruppo dei Batanesi.

Parecchie sono le truffe ai danni dell'AGEA realizzate sia da appartenenti al gruppo dei Batanesi sia a quello dei Bontempo Scavo. Hanno orientato ancora una volta la propria attività verso la percezione con modalità fraudolente di contributi comunitari, garantendosi, in tal modo, un canale di finanziamento estremamente redditizio.

Lollobrigida: "grazie ai Carabinieri"

"L'azione di contrasto messa a segno dai Carabinieri del Comando Tutela Agroalimentare, insieme al ROS dell'Arma, che hanno proceduto all'esecuzione dell'ordinanza del Gip del Tribunale di Messina, che ha portato all'applicazione di 37 misure cautelari personali e 13 tra sequestri di terreni e conti correnti bancari, dimostra che lo Stato è in prima linea per tutelare e difendere i cittadini e i produttori onesti". Così il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.

"In Italia, grazie all'operato dei nostri uomini e donne in divisa, cui va il mio plauso, non ci sarà spazio, come in questo caso, per quelle associazioni per delinquere di stampo mafioso finalizzato ad estorsioni, traffico di droga e frodi comunitarie in materia di PAC. Perché difendere la qualità significa anche tutelare il valore delle nostre produzioni", conclude Lollobrigida.

Fonti: messina.gazzettadelsud.it, agricultura.it, MASAF
Foto: carabinieri.it


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