IV gamma alla riscossa: +53% la frutta pronta

IV gamma alla riscossa: +53% la frutta pronta

Comoda e antispreco. Gli scarti di produzione sono riutilizzati come concime in agricoltura

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12

Maggio
2022

Time saving, comoda, antispreco. La frutta di IV gamma ritrova spazio nel carrello della spesa: dopo un brusco crollo dovuto alla pandemia, il settore torna infatti a crescere, segnando a settembre 2021 +53% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, per un valore complessivo di oltre 25 milioni di euro di fatturato. Lo annuncia Andrea Battagliola Presidente del Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food, sottolineando che queste referenze ready to eat rappresentano un importante alleato per il consumo giornaliero di frutta e verdura, favorendo così un'alimentazione equilibrata.
Anche la frutta di gamma, sottolinea Valeria del Balzo, biologa specialista in nutrizione dell'Università La Sapienza di Roma, "nelle occasioni in cui si ha poco tempo a disposizione o si vogliono ridurre gli sprechi, la frutta di IV gamma rappresenta una buona soluzione perché già lavata, igienicamente sicura e non necessita di ulteriori preparazioni".

L'industria di settore sottolinea le proprietà anti-spreco perché rappresenta la porzione perfetta: si compra esattamente quello che si mangia. Offre, inoltre, un elevato contenuto di servizio, permettendo di consumare anche frutti che altrimenti il consumatore non acquisterebbe perché difficili da aprire o pulire (come cocco o melagrana) e di esplorare sapori particolari, come la frutta esotica.

"Abbiamo notato che il consumatore riconosce in questo prodotto un forte contenuto di servizio. È anche un prodotto sostenibile: si mangia tutto quello che si acquista e tutti gli scarti del processo produttivo, ad esempio le bucce, vengono riutilizzati come concime in agricoltura" - commenta Mattia Menni, Marketing Manager di Spreafico, Azienda associata a Unione Italiana Food Gruppo IV Gamma. L'Organizzazione mondiale della sanità, infatti, raccomanda un consumo giornaliero di 400 grammi di frutta e verdura, corrispondente a circa cinque porzioni al giorno. Secondo Eurostat - l'Ufficio statistico dell'Unione europea - però, nel 2019, 1 persona su 3 nell'Ue ha riferito di non consumare frutta o verdura ogni giorno e solo il 12% della popolazione ha consumato le 5 porzioni consigliate o più al giorno. In questo scenario, l'Italia si colloca solo al quindicesimo posto (10,5%) al di sotto della percentuale media europea.

Photo by Karolina Grabowska


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