ISMEA: nel 2023 è cresciuto il consumo di carni avicole (+5,9%) e uova (+4,5%)

ISMEA: nel 2023 è cresciuto il consumo di carni avicole (+5,9%) e uova (+4,5%)

In media ogni italiano ha mangiato 21,4 kg di pollo. Ma il 2024 è iniziato con un'inversione di tendenza

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13

Maggio
2024

A cura della Redazione F&T

ISMEA ha curato un'analisi economica del settore carni bianche e uova della quale ha appena presentato i risultati. Vediamoli.
Nel 2023 la produzione di carne avicola in Italia è tornata ad allinearsi ai livelli precedenti, con un incremento del 9,9% sul 2022, anno in cui era scesa al di sotto di quasi il 12% sul 2021, toccando il livello minimo degli ultimi dieci anni. L'Italia si posiziona così al quinto posto in Europa con una quota del 10%, in un quadro internazionale che vede anche la produzione europea di carni avicole tornare ad aumentare. Aumentano anche i consumi medi pro-capite, favoriti in parte da lievi ridimensionamenti dei prezzi.

Andamento dei prezzi

Infatti, nel 2023 i prezzi medi annui per i polli vivi hanno registrato una perdita 12% rispetto all'anno 2022, quando grazie alla ridotta disponibilità e all'incremento dei costi delle materie prime necessarie per la produzione, avevano registrato incremento sull'anno precedente del 42%. La situazione è ulteriormente peggiorata nel 2024, con un valore nel mese di febbraio che tocca il livello più basso degli ultimi tre anni (1,06 €/Kg), scendendo al di sotto di quelli che sono i costi di produzione (stimati a 1,03 €/Kg esclusi gli ammortamenti). Solo a marzo, lo smaltimento delle scorte accumulatesi nei mesi precedenti per l'eccedentaria produzione, ha permesso ai corsi del vivo di realizzare un lieve recupero dei valori che ad aprile restano comunque inferiori alle aspettative (1,10 €/Kg).

Consumo interno

Si stima che ogni italiano abbia mangiato in media 21,4 kg di carne avicola nel 2023, quindi ben 1,2 kg in più (+5,9%) rispetto al 2022.
Tra le carni, quelle bianche si confermano quindi le più consumate e amate dagli italiani. Diminuisce l'import e cresce l'export, migliorano di conseguenza sia il saldo della bilancia commerciale che il tasso di autoapprovvigionamento che passa dal 102 del 2022 al 106% del 2023.
Da notare che il consumo medio pro-capite ha superato nell'ultimo anno i 21,4 kg contro i 16,1 kg delle carni bovine e gli 11,5 kg delle carni fresche suine. L'indice di penetrazione nelle famiglie è del 93% contro l'89% per le carni bovine e l'81% per le suine.
Per il pollame nel carrello del 2023 tornano ad essere apprezzati i tagli classici per i quali l'incremento dei volumi è del 13,4% a fronte di una crescita, meno importante, degli elaborati (8,1%).

Un inizio anno negativo

Nel primo trimestre del 2024 gli acquisti di carne in generale hanno segnato il passo, evidenziato dal ridimensionamento dei volumi per tutte le tipologie, maggiore per le carni rosse (-6,4% i volumi delle suine e -5,3% quelli delle bovine) ma a cui non sono sfuggite le carni bianche, che hanno registrato una contrazione dei volumi del 2,9%. Tale riduzione dei volumi acquistati associata a un ridimensionamento dei prezzi medi hanno ridotto la spesa delle famiglie per le carni avicole del 6,4%.

Le uova

Per le uova, il 2023 è stato un anno positivo, confermando il ruolo del settore come protagonista all'interno del panorama nazionale e internazionale.
Gli italiani consumano in media 215 uova a testa, pari a oltre 13,6 kg all'anno, +4,5% rispetto al 2022.
ISMEA sottolinea che l'Italia è caratterizzata da un tasso di autoapprovvigionamento pari al 97%, in crescita di 2 punti percentuali rispetto al 2022.
Le uova registrano un indice di penetrazione domestica pari a quasi il 94%, il più alto tra le proteine di origine animale.

Le prospettive

Per il mercato mondiale del pollame, sottolinea lo studio ISMEA, si evidenzia una previsione di crescita compresa tra l'1,5% e il 2%, e in tale contesto anche la produzione italiana dovrebbe incrementare di un ulteriore 0,9% nel 2024.
A creare instabilità sono ancora i prezzi dell'energia e delle materie, influenzati dalle conseguenze dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.
Infatti, sebbene i prezzi dei mangimi siano in diminuzione rispetto alla seconda metà del 2022, si prevede comunque una fase caratterizzata da costi di produzione relativamente elevati. Risulta necessari una più oculata programmazione della produzione.

Le prospettive di mercato per carni avicole e uova →

Photo by tawatchai07

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