Il caso francese: trattamenti non ammessi per acque minerali contaminate

Il caso francese: trattamenti non ammessi per acque minerali contaminate

Il 30% dei marchi d’Oltralpe, come Perrier di Nestlé Waters, userebbe metodi di disinfezione vietati per l’acqua in bottiglia. La procura indaga

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07

Febbraio
2024

A cura della Redazione F&T

Utilizzare filtri a carboni attivi o a raggi ultravioletti per la disinfezione delle acque minerali in bottiglia è vietato. In Francia, con grande scandalo, è emerso che circa «il 30% dei marchi francesi utilizza trattamenti non conformi per continuare a vendere acqua inizialmente non idonea al consumo» senza averne mai informato i consumatori. Ad affermarlo è un vecchio rapporto dell’Ispettorato Generale degli Affari Sociali (IGAS). Ma ci torneremo.
L’acqua in bottiglia "minerale naturale" o "di sorgente" si intende pura, accertata e controllata, alla fonte e quindi non può essere disinfettata, a differenza di quella del rubinetto per la quale il ricorso ai filtri per evitare metalli pesanti, pesticidi, batteri e altre impurità è consentito.

A finire nel mirino delle autorità di controllo francesi, anche i prestigiosi marchi della Nestlé Waters come Perrier e Vittel, secondo quanto rivelato da Le Monde e Radio France. I due media hanno portato alla luce un report del 2022 dell’IGAS dove emergeva proprio l’impiego di trattamenti non ammessi in diversi stabilimenti di imbottigliamento. In quelle ispezioni la stessa Nestlé ammetteva il ricorso "a pratiche di trattamento non conformi nei siti di produzione" come i filtri Uv e a carboni attivi, per continuare ad imbottigliare acqua contaminata, come ha confermato una fonte governativa secondo il quotidiano Le Parisien.
Pare che le autorità fossero a conoscenza della questione: durante un incontro interministeriale che si è svolto nel febbraio 2023, sotto la guida di Matignon, e dei ministeri dell’Economia e della Salute, alll'ordine del giorno c'erano l'azienda Nestlé e i suoi siti francesi di produzione di acqua in bottiglia. Nel resoconto di questo incontro, ottenuto da Le Monde e dall'Unità investigativa di Radio France, si parla di piani di "azione" e di "trasformazione" per le fabbriche di confezionamento dell'acqua della Nestlé, e di "monitoraggio batteriologico e virologico rafforzato della qualità dell'acqua". Si precisa inoltre che "in risposta alle richieste dell'industria", e dopo "diversi scambi con rappresentanti di Nestlé Waters", il gabinetto del Primo Ministro, Elisabeth Borne, concede a Nestlé "la possibilità di autorizzare, mediante modifica dei Decreti prefettizi, la pratica di microfiltrazione inferiore a 0,8 micron".

La procura di Epinal ha così perto un’indagine preliminare nei confronti di Nestlé Waters. Le indagini sono state affidate al Dipartimento investigativo nazionale della Direzione Generale della Concorrenza, dei Consumatori e del Controllo delle Frodi e sono ancora in corso. Lo scopo è stabilire se la denominazione di acqua «minerale naturale» sia o meno ingannevole. Secondo la normativa, infatti, affinché l’acqua possa essere definita «minerale naturale» o «di sorgente», non deve essere disinfettata.

L’inchiesta di Le Monde e Radio France prende di mira anche il gruppo Alma, che produce una trentina di marchi di acqua in bottiglia in Francia, tra cui Cristaline, Saint-Yorre e Vichy Célestins.

Fonti: francetvinfo.fr, ilsalvagente.it, ilsole24ore.com

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