Fitofarmaci 1 - Ambiente 0: von der Leyen ritira la proposta di Regolamento

Fitofarmaci 1 - Ambiente 0: von der Leyen ritira la proposta di Regolamento

Dopo il no del Parlamento europeo a dimezzare l'uso dei pesticidi entro il 2030, anche la Commissione si piega. Le elezioni si avvicinano, «gli agricoltori vanno ascoltati»

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06

Febbraio
2024

A cura della Redazione F&T

"Gli agricoltori vanno ascoltati. So che i nostri agricoltori sono preoccupati per il futuro dell'agricoltura e per il loro futuro. Ma sanno anche che l'agricoltura deve passare a un modello di produzione più sostenibile, in modo che le loro aziende rimangano redditizie negli anni a venire". Così la Presidentessa della Commissione UE Ursula von der Leyen alla Plenaria del Parlamento europea ha annunciato che proporrà al Collegio dei commissari "il ritiro" del SUR, un caposaldo delle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030.

Il Regolamento è "diventato un simbolo di polarizzazione" ha spiegato, sottolineando che "una nuova proposta, più matura" sarà fatta in futuro.

"La proposta era stata rigettata dall'Eurocamera, e non ci sono progressi neanche in Consiglio", ha sottolineato von der Leyen soffermandosi a lungo, nel suo intervento, sulle proteste degli agricoltori. "Molti di loro si sentono messi all'angolo. Gli agricoltori sono i primi a risentire degli effetti del cambiamento climatico. Siccità e inondazioni hanno distrutto raccolti e minacciato il bestiame. Gli agricoltori risentono dell'impatto della guerra di Russia, l'inflazione, l'aumento del costo dell'energia e dei fertilizzanti. Ciononostante, lavorano duramente ogni giorno per produrre il cibo di qualità che mangiamo. Per questo, dobbiamo loro apprezzamento, ringraziamento e rispetto", ha sottolineato.

"Abbiamo lanciato il Dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura nell'UE. Abbiamo invitato i rappresentanti del settore agricolo, delle comunità rurali, dell'industria delle sementi e dei fertilizzanti, del settore alimentare, ma anche del settore finanziario, dei consumatori, degli ambientalisti e della scienza. Abbiamo bisogno di analizzare insieme la situazione, condividere idee e sviluppare scenari per il futuro. Dobbiamo andare oltre un dibattito polarizzato e creare fiducia. La fiducia è la base fondamentale per soluzioni praticabili. La posta in gioco è alta per tutti noi. Il nostro sistema di produzione alimentare è unico", ha affermato ancora con molta enfasi. 

I sussidi pubblici possono diventare incentivi

"Gli agricoltori hanno bisogno di un'argomentazione commerciale valida per le misure di miglioramento della natura, e forse noi non l'abbiamo fatta in modo convincente. Di un vero e proprio incentivo che vada oltre la semplice perdita di resa. I sussidi pubblici possono fornire tali incentivi", ha aggiunto von der Leyen, che ha lanciato l'idea di "un'etichettatura premium, ad esempio in
collaborazione con i rivenditori e i trasformatori".
"Il terreno fertile è sempre stato la spina dorsale del sostentamento di un agricoltore. Ma dal 60 al 70% dei suoli in Europa è ora in cattive condizioni. Possiamo invertire queste tendenze. E molti agricoltori lo stanno facendo. Ma dobbiamo fare di più", ha sottolineato la Presidentessa della commissione UE, aggiungendo: "la conservazione della natura può avere successo solo attraverso un approccio dal basso verso l'alto e basato sugli incentivi. Perché solo se i nostri agricoltori potranno vivere della terra, investiranno nel futuro". 

Michel, gli agricoltori vanno rispettati, i redditi devono essere equi

"Gli agricoltori meritano di essere rispettati per il lavoro gigantesco che fanno a nostro servizio e per il ruolo che svolgono nella lotta al cambiamento climatico". Lo ha detto il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, intervenendo anche lui alla Plenaria dell'Eurocamera e soffermandosi sulle proteste dei trattori in tutto il Vecchi Continente.
Va affrontata "la questione di redditi equi", occorre mettere in campo "sforzi per ridurre la burocrazia, per avere regole di gioco eque", ha spiegato Michel.

Tutti a bordo dei trattori

Mentre in aula era in corso il dibattito sulle conclusioni dell'ultimo vertice UE alla presenza della Presidentessa della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, la protesta degli agricoltori era arrivata a Strasburgo. Circa un centinaio di trattori hanno infatti bloccato l'ingresso dell'Eurocamera. La polizia è intervenuta alzando delle barriere mobili per contenere la protesta. Alcune centinaia di manifestanti si sono radunate di fronte all'ingesso principale, bloccando la circolazione di auto e mezzi pubblici. E alcune decine di trattori con le bandiere belga e francese si sono radunati davanti al Centro congressi della Vallonia a Mons, dove è in corso la riunione informale dei ministri UE responsabili della Coesione.
In mattinata diversi trattori avevano bloccato anche il passaggio dal Belgio verso i Paesi Bassi lungo la R4 nel comune di Zelzate, nelle Fiandre orientali.

Le proteste, soprattutto in vista delle elezioni, hanno portato al primo risultato. Ora bisognerà aprire anche il portafoglio dei Paesi europei. In Italia, ad esempio, gli agricoltori chiedono a gran voce sussidi e sgravi fiscali.

Coldiretti: lo stop di von der Leyen salva 30% del made in Italy

"Il ritiro della proposta di Regolamento sull’uso sostenibile dei fitofarmaci (SUR) salva il 30% delle produzioni alla base della dieta mediterranea, dal vino al pomodoro, messe a rischio dall’ irrealistico obiettivo di dimezzare l’uso di agrofarmaci". Lo afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini non si sa sulla base di quali calcoli.

Il provvedimento, dice Coldiretti, avrebbe avuto un impatto devastante sulla produzione agricola dell’Unione Europea e nazionale aprendo di fatto le porte all’importazione da Paesi extra UE che non rispettano le stesse norme sul piano ambientale, sanitario e del rispetto dei diritti dei lavoratori.
Coldiretti cita anche uno studio della Commissione Europea che affermerebbe: "i maggiori impatti sulla resa si sarebbero verificati in colture che hanno una rilevanza limitata, come l’uva, il luppolo e i pomodori". Una vera assurdità, per Coldiretti, se si pensa che il pomodoro è l’ortaggio più consumato in Europa, tal quale e come derivati (passata, polpa, pelati, sughi…), e l’uva, sia da tavola sia trasformata è una produzione di cui l’Europa detiene il primato mondiale.

"La battaglia per garantire dignità e giusto reddito agli agricoltori italiani non si ferma" precisa il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che non sarà accettato nessun taglio alle risorse economiche della PAC agli agricoltori poiché oggi occorre assicurare l’autonomia alimentare dei cittadini europei e favorire il ricambio generazionale.

In tale ottica non è possibile neppure che l’allargamento dell’Unione all’Ucraina venga pagato dalle aziende agricole. "Serve poi cancellare definitivamente - ha ribadito Prandini - l’assurdo obbligo di lasciare i terreni incolti che mina la capacità produttiva della nostra agricoltura e favorisce paradossalmente le importazioni dall’estero di prodotti alimentari che non rispettano le stesse regole di quelli europei in materia di sicurezza alimentare, ambientali e di rispetto dei diritti dei lavoratori. Un caso eclatante è il Mercosur, l’accordo commerciale con i Paesi sudamericani che va respinto. Da qui la richiesta di introdurre il criterio di reciprocità delle regole produttive".

CIA: stop a Regolamento su fitofarmaci evita disastro

Per la CIA, "finalmente arriva lo stop decisivo al regolamento UE sui fitofarmaci, che avrebbe falcidiato le produzioni agricole, mettendo a rischio non solo la sopravvivenza delle aziende del settore, ma anche la sicurezza alimentare dei cittadini europei". Così il presidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta positivamente la notizia del ritiro della proposta di regolamento SUR annunciata da Ursula von der Leyen.
"Ci siamo battuti fin da subito per sostenere l’impraticabilità di un taglio netto del 50% dei fitofarmaci al 2030 senza valide alternative e con la crisi climatica in atto. Il passo indietro è giunto, ora chiediamo all’Europa di promuovere davvero una politica graduale, realista e gestibile per giungere ai target green, riequilibrando le esigenze produttive agricole con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sviluppando la difesa integrata e investendo di più su ricerca e innovazione".
Conclude Fini: "auspichiamo che l’annuncio di oggi di Von der Leyen detti la linea per un nuovo approccio da parte della Commissione, iniziando sul serio quel dialogo strategico tanto annunciato, perché ormai è chiaro a tutti che nuove leggi e normative non possono prescindere da un lavoro condiviso con mondo agricolo e rappresentanza".

Foto: coldiretti.it

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