Vitamina B2, il parere dell'EFSA

Vitamina B2, il parere dell'EFSA

Il gruppo di esperti sui prodotti dietetici, la nutrizione e le allergie ha pubblicato un documento sulla riboflavina dopo il riesame delle precedenti opinioni scientifiche sull’assunzione di nutrienti

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08

Agosto
2017

La riboflavina è una vitamina idrosolubile che ha un ruolo importante nel metabolismo energetico e nel funzionamento di vari enzimi. Mantiene in buona salute le mucose respiratorie e digestive, oltre a contribuire all'integrità del sistema nervoso, della pelle e degli occhi.

La riboflavina è naturalmente presente in molti alimenti di origine vegetale o animale, come verdure a foglia verde, mandorla, latte, prodotti lattiero-caseari, uova e frattaglie. Non viene immagazzinata, deve pertanto essere assunta giornalmente. Viene assimilata attraverso le pareti dell'intestino tenue e trasportata dal sangue ai tessuti. È degradata dalla luce, ma non dalla cottura. Si distrugge se associata al bicarbonato di sodio.

La carenza di vitamina B2 può provocare nei bambini un arresto della crescita e un rallentamento nell’assimilazione delle sostanze nutritive contenute negli alimenti. I sintomi sono rappresentati dall’anemia sideropenica, dall’inappetenza, dalla debolezza muscolare, da problemi di tachicardia e da disturbi della vista, fra i quali anche la congiuntivite. Altri problemi possono riguardare la pelle e le mucose, con screpolature agli angoli della bocca, prurito, soprattutto al naso, alle orecchie e al cuoio capelluto. In alcuni soggetti si manifestano bruciore agli occhi ed eccessiva sensibilità alla luce.

Sulla base di nuove risultanze scientifiche, il gruppo di esperti scientifici sui prodotti dietetici, la nutrizione e le allergie (NDA) ha deciso di aggiornare i valori dietetici di riferimento per la riboflavina già stabiliti dal Comitato scientifico dell'alimentazione umana nel 1993. Il gruppo ha stabilito i seguenti “quantitativi giornalieri di riferimento per la popolazione” (PRI):

  • 0,6 mg per bambini di età compresa tra 1 e 3 anni;
  • 0,7 mg per bambini di età compresa tra 4 e 6 anni;                           
  • 1,0 mg per bambini di età compresa tra 7 e 10 anni;         
  • 1,4 mg per  bambini di età compresa tra 11 e 14 anni;     
  • 1,6 mg per adolescenti di età compresa tra 15 e 17 anni e per gli adulti;
  • 1,9 mg per donne in gravidanza;
  • 2,0 mg per donne che allattano.

Per i bambini di età compresa tra 7 e 11 mesi, il gruppo ha stabilito un'assunzione adeguata (AI) di 0,4 mg al giorno.

L'EFSA ha tenuto conto dei commenti sul parere scientifico in bozza ricevuti nel corso di una consultazione pubblica.


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