Vino: in Russia ci confermiamo primi esportatori

Vino: in Russia ci confermiamo primi esportatori

Ha raggiunto il 30% la quota di mercato dei nostri vini, per un giro d'affari di 265 milioni di euro. Si attende un'ulteriore crescita del 15% nei prossimi tre anni

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04

Novembre
2019

Con una quota di mercato di poco inferiore al 30% del totale, il nostro Paese si conferma il primo esportatore di vino in Russia, dove nei prossimi tre anni si attende un'ulteriore e importante crescita della domanda. È quanto emerso nel corso della 16° edizione di Vinitaly Russia, svoltasi a Mosca il 28 ottobre 2019, e a San Pietroburgo il 30 ottobre 2019. ''Il nostro gruppo è presente da circa vent'anni in Russia, Paese che è stato storicamente tra le prime tappe del processo di internazionalizzazione di Vinitaly nel mondo'' ha sottolineao il vicepresidente di Veronafiere Matteo Gelmetti.

Nel 2018 su 900 milioni di euro di vino importato in Russia, il prodotto tricolore ha raggiunto i 265 milioni, pari al 29,5% del totale. ''Negli ultimi 15 anni l'incremento della domanda in questo Paese ha avuto pochi eguali nel mondo e le prospettive future sono positive - ha osservato Gelmetti- se è vero che il peso dell'upper class nel 2022 salirà al 25% sul totale della popolazione''.

Secondo le analisi dell'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, la crescita media annua della domanda russa nei prossimi tre anni sarà attorno al 5%, grazie anche all'incremento del segmento bollicine.
"Si tratta di risultati che confermano il forte apprezzamento del mercato russo verso i prodotti italiani, - ha concluso l'ambasciatore della Federazione Russa Pasquale Terracciano - a dimostrazione del fatto che nonostante la concorrenza agguerrita di altri Paesi, il settore vitivinicolo italiano continua a rappresentare uno dei punti di eccellenza del made in Italy".


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