Vendemmia di qualità ma in calo

Vendemmia di qualità ma in calo

Le stime UIV-Assoenologi-ISMEA prevedono una riduzione del 9% sulla raccolta del 2020. Ottimismo su rialzo prezzi

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14

Settembre
2021

All'inizio della stagione vendemmiale, ISMEA pubblica le previsioni del 2021: poca raccolta ma buona, a tratti ottima, in un contesto di mercato in forte ripresa.

Scenderà a 44,5 milioni di ettolitri la produzione nazionale di vino 2021, un dato in calo del 9% rispetto ai 49 milioni di ettolitri del 2020 (dato AGEA) che, nonostante la contrazione per le anomalie meteo, non scalfisce il primato produttivo italiano.

La Spagna si prevede ferma attorno ai 40 milioni di ettolitri e la Francia subirà la penalizzazione di un andamento climatico particolarmente avverso.

Secondo le stime vendemmiali di Assoenologi, ISMEA e Unione italiana vini, il vigneto Italia resiste e si presenta in buone condizioni all'appuntamento con la vendemmia e sul fronte della ripartenza, con segnali incoraggianti sia dalla domanda estera, 2,7 miliardi di euro e +11% il risultato dell'export nei primi 5 mesi dell'anno, sia sul mercato interno, trainato dalla riapertura dell'Horeca e dalla ripresa del turismo.
Dopo una campagna 2020/21 con i prezzi in flessione del 3% (indice ISMEA rispetto alla campagna precedente), la prospettiva di una minor produzione per la vendemmia in corso, assieme alla ritrovata dinamicità della domanda, genera ottimismo anche sull'andamento futuro dei listini.

I mercati

"Quello che all'indomani dello scoppio della crisi pandemica si preannunciava come uno dei comparti più colpiti, per via della sua forte esposizione verso il circuito dell'Horeca e i mercati esteri, ha invece dimostrato una straordinaria capacità di adattamento. La crisi - ha commentato Fabio Del Bravo, responsabile Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale ISMEA - ha fornito alle cantine italiane uno stimolo straordinario all'innovazione digitale e alla diversificazione dei canali commerciali. I segnali che ISMEA ha colto delineano delle buone prospettive per la campagna che sta per aprirsi, grazie al significativo rimbalzo dell'export, al rialzo dei listini, e alla ripresa dell'ontrade. Allo stesso tempo, il buon andamento registrato delle vendite domestiche favorisce l'ottimismo fornendo un chiaro segnale del maggiore orientamento dei consumatori verso la qualità".

Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, ha commentato: "Questa, che potremmo chiamare la vendemmia del rilancio, si presenta in un quadro positivo che ci aiuta a proseguire il nostro entusiasmante sviluppo sui mercati internazionali. Segnali di forte crescita si registrano, nel primo semestre 2021, su tutte le principali piazze, come USA (+18% valore), Canada (+13%), Svizzera (+19%) e Giappone (+2%), ma assistiamo a forti rimbalzi anche in Russia e Cina. Sono dati positivi che devono spronarci a fare ancora di più e meglio anche per aiutarci a verificare sul mercato la possibilità di trasferire, almeno in parte, il fisiologico rialzo dei prezzi che subirà il vino a causa di una quantità di uva minore rispetto allo scorso anno e di ottima qualità. È necessario quindi proseguire con determinazione e spirito di squadra nella promozione del "sistema Italia".  Il MiPAAF - ha aggiunto Abbona - su questo tema deve giocare un ruolo da protagonista coinvolgendo le imprese nella definizione di azioni, mercati target e strumenti di comunicazione, affinché si lavori a progetti collettivi ed efficaci. Per quanto concerne la sostenibilità, in attesa dell'approvazione entro fine settembre del decreto che definirà lo standard unico e il logo sulla sostenibilità nel vino, cogliamo l'opportunità per sollecitare nuovamente il Ministro Patuanelli a definire una chiara roadmap verso l'attuazione della normativa fortemente attesa dal settore".

Il clima

"I cambiamenti climatici, con una tropicalizzazione del clima, stanno condizionando sempre più il mondo dell'agricoltura e quindi del vino - ha dichiarato Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi -. È compito di noi enologi mitigare gli effetti negativi ed esaltare quelli positivi, con particolare attenzione alla custodia e alla sostenibilità ambientale, elementi ormai necessari anche per un adeguato riconoscimento da parte dei consumatori. La qualità dipende anzitutto dall'andamento climatico, ma molto anche dal modo di condurre la vigna attraverso la scienza e la conoscenza che sono alla base dell'attività di noi enologi: laddove viene applicata con la massima meticolosità avremo una vendemmia molto buona, in alcuni casi ottima ed eccellente. Questo, unito alle caratteristiche eterogenee del nostro territorio, porta a una situazione di previsioni vendemmiali molto differenti, anche in zone limitrofe. Ma per l'eccezionale capacità della vite di adattarsi e al lavoro incessante di vignaioli ed enologi, come detto, la qualità delle uve appare buona, con punte di eccellenza, in tutto il vigneto Italia". 

REPORT STIME VENDEMMIALI 2021

Foto: assoenologi.it


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