Una Fabbrica Intelligente per il pane carasau

Una Fabbrica Intelligente per il pane carasau

Il progetto, finanziato dal MiSE con 5 milioni di euro, è dei ricercatori dell'Università di Cagliari. L'obiettivo è riprogettare in ottica 4.0 la filiera produttiva del tipico pane sardo mantenendo inalterata l'artigianalità del prodotto

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

17

Febbraio
2020

La produzione artigianale del pane carasau che si trasforma e divente efficiente e sostenibile, sfruttando le nuove tecnologie informatiche e digitali dell'industria 4.0. Questo è il cuore del progetto IAPC - Ingegnerizzazione e automazione del processo di produzione tradizionale del pane carasau mediante l'utilizzo di tecnologie IOT, che coinvolge i ricercatori di quattro dipartimenti dell'Università di Cagliari. L'idea alla base dell'iniziativa coordinata da Alessandro Fanti, del dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, è integrare le innovazioni prodotte dalla comunità scientifica con le conoscenze e le competenze della realtà produttiva regionale, senza perdere l'artigianalità del prodotto.

"Puntiamo a riprogettare la produzione del pane carasau a partire dalla caratterizzazione chimica degli ingredienti - spiega il professor Fanti, responsabile scientifico del progetto - sino ad arrivare al delicato processo di cottura, alle tecniche di confezionamento e alla gestione e stoccaggio in magazzino".
Il progetto proporrà inoltre l'utilizzo di accurati modelli matematici e di metodologie di calcolo che consentiranno la riduzione del consumo di energia per unità di prodotto e dei costi associati.

"Inserendo nei processi di produzione del pane carasau nuove tecniche di gestione e tecnologie dell'informazione e comunicazione (ICT) e Internet of Things (IOT), con particolare riguardo ai sistemi di tracciamento ottici e a radio frequenza - sottolinea il ricercatore - contiamo di ottenere una caratterizzazione più accurata della filiera produttiva dalle materie prime ai semilavorati, garantendo così una maggiore qualità del prodotto finale".

Il progetto coinvolge gli studiosi di quattro dipartimenti: Piero Cosseddu, Mauro Franceschelli, Giorgio Fumera, Gianluca Gatto, Giuseppe Mazzarella, Giovanna Mura (Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica), Renzo Carta e Massimiliano Grosso (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei materiali), Alberto Angioni (Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente) e Roberto Baccoli (Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura).
Per la realizzazione delle attività, l’Università di Cagliari collabora con la capofila, lo Studio - A Automazione, in partnership con M.F.M. di Urrai Salvatora & C.

Il progetto ha una durata di 36 mesi ed è finanziato dal MiSE sul Fondo per la crescita sostenibile Agrifoof Pon I&C 2014-2020 con un importo di quasi 5 milioni di euro, di cui oltre 2 milioni di pertinenza dell'Università di Cagliari.


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