“Sicurezza alimentare: metodi rapidi per il controllo di alimenti, acque e ambiente”

“Sicurezza alimentare: metodi rapidi per il controllo di alimenti, acque e ambiente”

Una sintesi dei temi trattati durante il convegno del 1° ottobre 2020 organizzato da OM in collaborazione con Food&Tec

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

06

Ottobre
2020

La terza edizione del convegno Sicurezza alimentare: metodi rapidi per il controllo di alimenti, acque e ambiente ha registrato un grande successo anche nell’inedita modalità web conference: 120 i corsisti che il 1° ottobre 2020 hanno seguito sulla piattaforma live.in-formare.net gli speech interagendo con i relatori in diretta.
I temi su cui si sono concentrati accademici e avvocati hanno riguardato le problematiche legate all’acqua di processo, all’igiene delle superfici a contatto con gli alimenti e agli accertamenti analitici in ambito giuridico-giurisprudenziale.

Mario Stanga, Chimico-industriale, Esperto in Sanificazione per l’industria alimentare, si è soffermato sui problemi chimico-fisici-microbiologici dell’acqua di processo: “Cosa si intende per acqua buona? Il concetto di buono è relativo perché un’acqua con caratteristiche tali da essere buona da bere non è necessariamente un’acqua ottimale a scopi produttivi/industriali. Dal punto di vista della detergenza e della disinfezione, l’acqua deve essere considerata come il più forte solvente che esista. Nel campo industriale/produttivo, un’acqua è ritenuta buona/applicabile quando contiene: solfati, silicati, bicarbonato, colloidi, cloruri, nitrati, calcio, magnesio, bario, ferro, sodio, potassio. Affermare che un’acqua è buona/applicabile non vuol dire che non porterà problemi, significa semplicemente impostare l’osservazione su ciò che l’acqua evidenzia di più. Di conseguenza è possibile valutarne le caratteristiche e orientare le strategie di risoluzione di problemi che potrebbero derivare dall’acqua stessa”.

Rosaria Lucchini, dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, Dirigente Biologo Laboratorio Autocontrollo, ha approfondito il tema della verifica dell’igiene delle superfici a contatto con gli alimenti: “Il Reg. CE 2073/05 disciplina i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari, mentre per le superfici non esistono dei veri e propri riferimenti normativi ma linee guida, documenti che possono essere utilizzati come riferimento. Uno di questi è rappresentato dal documento della conferenza Stato-Regioni del 3 marzo 2016 - Linee guida relative all’applicazione del Regolamento CE 2073/05 e successive modifiche e integrazioni sui criteri microbiologici applicabili agli alimenti. Nel documento è specificato che per i campioni da superfici le modalità e frequenze di campionamento devono essere stabilite, descritte e adeguatamente giustificate dall’OSA all’interno del piano di autocontrollo. È inoltre specificato che l’Autorità Competente, se lo ritiene necessario al fine di garantire gli obiettivi di sicurezza del processo, può indicare frequenze minime per il campionamento da superfici”.

Giorgia Andreis e Antonio Fiumara, Avvocati, Studio Andreis e Associati Avvocati, nell’ambito dell’accertamento analitico hanno chiarito: “Il rapporto di prova è il documento che viene emesso al termine dell’iter analitico e sul quale si fondano le possibili contestazioni e gli eventuali accertamenti da parte della Pubblica Autorità. Perché è molto importante? In ambito giuridico le conseguenze che possono derivare da una non conformità sono numerose e molto impattanti per l’operatore del settore alimentare come ad esempio: la notizia di reato alla Procura della Repubblica, l’applicazione di una sanzione amministrativa, il sequestro e la confisca dei prodotti, l’apertura della procedura di allerta, il ritiro e richiamo dei prodotti, il risarcimento dei danni alla persona offesa. Accertare una non conformità vuol dire pertanto aprire una serie di procedure nell’ambito delle quali l’operatore sarà chiamato a difendersi. Sull’affidabilità del campionamento e dell’analisi si fonda l’esito del processo penale e di ogni altro procedimento sanzionatorio”.

Gli interventi delle due aziende presenti, Merck e R-Biopharm, hanno arricchito il programma della giornata grazie alla presentazione delle loro novità in materia di kit rapidi.

La dottoressa Verena Peggion di Merck ha approfondito la determinazione dei batteri patogeni negli alimenti e illustrato il sistema Assurance GDS® PCR real-time senza estrazione di DNA, sviluppato con l’intento di essere un metodo facile da usare e implementabile in qualsiasi tipo di laboratorio, e contemporaneamente di essere capace di produrre risultati estremamente accurati.

Per R-Biopharm, la dottoressa Tiziana Mariarita Granato si è soffermata sul dosaggio automatico di indicatori per la sicurezza nella filiera lattiero-casearia, e il dottor Matteo D’Andrea ha presentato RIDA®CYCLER, strumento per le analisi rapide di biologia molecolare per i processi che vanno dall’estrazione del DNA all’amplificazione nella tecnica real-time PCR.

I numeri e le interazioni tra i partecipanti registrati in questa edizione in web conference hanno confermato l’apprezzamento da parte dei corsisti e delle aziende per un appuntamento annuale che potrebbe generare altri momenti di approfondimento di alcune delle tematiche trattate. 

L’appuntamento con il convegno tecnico-scientifico, invece, è già confermato per il 2021, con la speranza di poter tornare al format originale in presenza.

Si ringraziano: Merck, R-Biopharm, Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari, SSICA, Food&Tec, Produzione & IgieneAlimenti.


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