Quattro progetti italiani per rigenerare i terreni

Quattro progetti italiani per rigenerare i terreni

L'Unione europea li finanzia nel quadro del programma "Life". Obiettivo: fermare il degrado del suolo riutilizzando gli scarti

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05

Novembre
2018

L'Italia si occupa da vicino di quella che sta diventando una priorità per l'agricoltura del continente: mantenere alta la qualità del terreno coltivabile. Sono quattro i progetti guidati da aziende e istituti italiani che saranno finanziati dal programma Life, con l'obiettivo di porre un freno alla degradazione del suolo e sperimentare nuove tecniche di riutilizzo degli scarti industriali o di allevamento. Zeowine è uno di questi: coordinato dal CNR, il progetto da 1,4 milioni di euro sarà finanziato dall'UE con 862mila euro. Lo scopo è migliorare la qualità del suolo di circa 4 ettari di vigneti combinando gli scarti organici della produzione vinicola con minerali microporosi.

Una missione simile è quella di Porem, che riceverà 770mila euro su 1,4 milioni totali. Sotto il coordinamento del calabrese Gruppo Soldano Srl, specializzato nella produzione di pasta, sarà sperimentata in Puglia, Spagna e Repubblica Ceca una nuova tecnica di rigenerazione del terreno grazie al letame prodotto dal pollame.

A usare i sedimenti dragati dai fiumi e dai porti per trattare il suolo saranno invece altri due progetti toscani. AgriSed, guidato dalla pistoiese Agri Vivai srl, coinvolge anche l'Università degli studi di Firenze per coltivare piante ornamentali e riabilitare terreni degradati per l'agricoltura.
SubSed è coordinato dalla cooperativa Flora Toscana e vuole dimostrare come una sostanza di scarto come il sedimento marino dragato possa diventare una risorsa e permettere la produzione in vivaio di piante ornamentali e da frutto. Il progetto, che coinvolge anche la Spagna, riceverà 1 milione di euro dall'UE a fronte di un costo totale di 1,7 milioni.


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