Primitivo di Manduria: bloccati falsi in Italia, Cile e Portogallo

Primitivo di Manduria: bloccati falsi in Italia, Cile e Portogallo

In corso l’opposizione di etichette in Sud Africa, Germania e Francia di una DOC che nel 2018 ha visto crescere la produzione del 15%: 15 milioni di litri per 20 milioni di bottiglie

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10

Maggio
2019

Le azioni del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria per tutelare la DOC pugliese nel mondo stanno avendo risultati importanti: c'è stato lo stop a marchi ingannevoli in Italia, Cile e Portogallo e attualmente è in fase di trattativa l’opposizione di etichette in Sud Africa, Germania e Francia.
“Proprio perché è così amato all’estero il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si possono concentrare fenomeni di imitazione - ha affermato Mauro di Maggio, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria -. Una situazione alla quale abbiamo risposto ampliando la vigilanza e tutela anche in vista della sua crescita di produzione. Da una parte stiamo operando a livello internazionale per bloccare i marchi ingannevoli e, dall’altra, stiamo prelevando i campioni dalla grande distribuzione per analizzarli in laboratorio e verificare se ci siano incongruenze con il nostro Disciplinare. Tra i vari parametri, inoltre, teniamo sotto controllo anche il prezzo a scaffale, che è un indicatore assai diretto di eventuali anomalie e irregolarità su cui intervenire. L’anno scorso per queste attività abbiamo speso circa 70 mila euro”. 

Nel 2018 si sono prodotti circa 15 milioni di litri di Primitivo DOC che equivalgono a quasi 20 milioni di bottiglie con un fatturato complessivo intorno ai 120 milioni di euro. Un aumento del 15% rispetto al 2017. L'export rappresenta il 70% della produzione.

Proprio in vista di questa crescita, il Consorzio di Tutela ha riconfermato la convenzione con gli agenti vigilatori per il triennio 2019 - 2021 aumentando del 30% le azioni ispettive che riguarderanno anche gli spacci, la vendita al dettaglio e anche il controllo in internet. 
Le attività degli agenti vigilatori riguarderanno anche le visite extranazionali in Germania e nei Paesi scandinavi, attività rese possibili grazie ai contributi della funzione Erga Omnes. “Si tratta di un impegno consistente - sottolinea di Maggio - e ringrazio tutte le aziende che destinano le loro risorse alla nostra attività di difesa. La vigilanza è un settore chiave della nostra missione e l’aumento del numero di verifiche è frutto di una chiara volontà di offrire sempre più garanzie ai consumatori”.

In tre anni il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria si è battuto contro le imitazioni e le contraffazioni nei confronti della DOC vincendo sei cause in Italia, una in Spagna, in Cile, in Cina, in Portogallo ed eliminando dal mercato internazionale quattro marchi con dicitura Unione Europea.

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria è nato nel 1998 e ha ottenuto il riconoscimento legislativo nel 2002 e l’attribuzione in via esclusiva dell’incarico di coordinare le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, vigilanza, informazione del consumatore e cura generale degli interessi: ecco il riconoscimento Erga Omnes. Attraverso questo strumento, tre agenti vigilatori, in qualità di pubblici ufficiali e in collaborazione con l’Istituto Centrale Qualità Repressione e Frodi, potranno effettuare controlli anche sui vini già posti a scaffale, per tutelare il consumatore e i produttori da irregolarità o anomalie relative al prodotto che non rispetta i dettami del Disciplinare di produzione.

Oggi il Consorzio di Tutela è composto da 52 aziende che vinificano e imbottigliano, e da oltre 900 viticoltori. Sono circa 3.140 ettari i vigneti che costituiscono la denominazione del Primitivo di Manduria e 18 i comuni tra Taranto e Brindisi che producono Primitivo di Manduria.


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