Prezzi all'ingrosso: vino -21%

Prezzi all'ingrosso: vino -21%

Colpa della vendemmia 2018 troppo abbondante. Calano anche DOP e IGP. Nelle altre filiere, a giugno il burro perde il 5,9% e gli oli di oliva il 3,8%

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

06

Agosto
2019

Prosegue la tendenza in calando del prezzo all'ingrosso del vino che in un anno perde quasi il 10%: è l'effetto della vendemmia del 2018 particolarmente abbondante che si riflette sui listini. Lo rendono noto Unioncamere e Borsa Merci Telematica Italiana che hanno pubblicato l'indice mensile dei prodotti agroalimentari, esteso da luglio anche al comparto del vino che a giungo perde lo 0,4% rispetto a maggio.

Ad essere più penalizzati sono i vini generici senza denominazione con perdite del 19,5% per i bianchi e del 24,7% per i rosati.
Anche tra DOP e IGP il calo è evidente, in particolare per i prezzi dei vini di fascia bassa che accusano rispetto a dodici mesi fa -9,9% per i rossi e -12,4% per i bianchi. Unica eccezione sono i rosati a denominazione che mantengono una crescita dell'1,4%.
Tra gli spumanti, invece, segno più dell'1,7% per quelli con metodo classico.

Le altre filiere

Quanto agli altri prodotti, il burro perde a giugno un ulteriore 5,9%, dimezzandosi rispetto allo scorso anno (-46,2%).
Nuovo ribasso mensile del 3,8% anche per gli oli di oliva, pur mantenendosi più elevati del 19,1% rispetto all'anno precedente.

Nella filiera lattiero-casearia spicca, spicca il rialzo mensile del +7,8% per il latte spot, venduto al di fuori dei contratti di fornitura, dovuto al calo della produzione a causa dell'aumento delle temperature estive. I prezzi attuali sono più alti del +9,3% rispetto allo scorso anno.

Trend positivo anche per i formaggi a media e lunga stagionatura con rispettivamente +9,5% e +19% sul 2018.

Nel comparto delle carni, infine, calano dell'11,6% i prezzi del coniglio rispetto a maggio, ma che restano più alti del 14,7% su base annua.
Variazioni limitate nei listini delle carni bovine (-0,8%) e suine (-0,4%) mentre, nonostante il calo del 2,7% le carni di agnello, segnano quasi +60% rispetto allo scorso anno. 


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