PFAS nei cibi: il nuovo limite

PFAS nei cibi: il nuovo limite

EFSA ha stabilito la soglia di sicurezza per la salute umana a 4,4 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo alla settimana

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22

Settembre
2020

L'EFSA ha definito un nuovo limite di sicurezza per le principali sostanze perfluoroalchiliche, o PFAS, che si accumulano nell’organismo umano. La soglia, una dose settimanale tollerabile di gruppo (DST) di 4,4 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo alla settimana, viene specificata in un parere scientifico sui rischi per la salute umana derivanti dalla presenza di queste sostanze negli alimenti.

I PFAS sono un gruppo di sostanze chimiche artificiali prodotte e utilizzate in tutto il mondo in vari settori industriali. L'esposizione può provocare effetti nocivi sulla salute e l’uomo può essere esposto ai PFAS in vari modi, ad esempio alimentandosi con cibi contaminati dai terreni o da acque contaminate usate per coltivarli, dai PFAS concentratisi nell’organismo di animali tramite mangimi e acqua, da imballaggi alimentari contenenti PFAS, da attrezzature contenenti PFAS usate per le lavorazioni alimentari. Tali sostanze sono presenti più frequentemente in acqua potabile, pesce, frutta, uova e prodotti a base di uova.

I quattro PFAS su cui si è incentrata la valutazione dell’EFSA sono l'acido perfluoroottanoico (PFOA), l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS), l'acido perfluorononanoico (PFNA) e l'acido perfluoroesano sulfonico (PFHxS).

I bambini piccoli e i ragazzi rappresentano le fasce di popolazione maggiormente esposte, e l'esposizione durante la gravidanza e l'allattamento al seno è il principale fattore che contribuisce alla presenza di PFAS nei neonati.

Nello stabilire la DST gli esperti EFSA hanno ritenuto che l'effetto più critico per la salute umana sia la diminuita risposta del sistema immunitario alle vaccinazioni. Si tratta di una novità rispetto al precedente parere del 2018, che riteneva l'aumento del colesterolo il principale effetto critico.

Il parere del 2018 stabiliva separate DST per i PFOS e i PFOA, ma l'EFSA ha riesaminato tali sostanze tenendo conto delle conoscenze scientifiche più attuali e seguendo le sue recenti linee guida per la valutazione dell'esposizione congiunta a più sostanze chimiche.
Questo parere scientifico è stato elaborato tenendo conto anche dei riscontri ricevuti da organismi scientifici, cittadini ed enti competenti degli Stati membri nel corso di una consultazione tenutasi tra febbraio e aprile del 2020

La consulenza scientifica dell'EFSA coadiuverà i gestori del rischio nell’assumere decisioni circa le modalità più opportune per tutelare i consumatori dall'esposizione ai PFAS tramite l’alimentazione.


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