Patto agricoltori-scienziati per rimanere campioni di biodiversità

Patto agricoltori-scienziati per rimanere campioni di biodiversità

Siglato da Coldiretti e Società Italiana di Genetica Agraria l'accordo per migliorare il sistema produttivo grazie allo studio delle varietà più resistenti

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23

Giugno
2020

Agricoltori e scienziati stringono un accordo ambizioso, indirizzato verso una nuova genetica "green" capace di sostenere l'agricoltura nazionale, difendere il patrimonio di biodiversità agraria dai cambiamenti climatici e far tornare la ricerca italiana protagonista in questa fase 3 dopo l'emergenza coronavirus. L'intesa - spiega una nota - è stata firmata a Palazzo Rospigliosi, a Roma, dal presidente Coldiretti Ettore Prandini e dal presidente della SIGA (Società Italiana di Genetica Agraria) Mario Enrico Pè.
"L'accordo - si legge - punta a tutelare la biodiversità dell'agricoltura italiana e, al contempo, migliorare l'efficienza del nostro modello produttivo attraverso, ad esempio, varietà più resistenti, con meno bisogno di agrofarmaci e risvolti positivi in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale per far diventare l'Italia capofila in Europa nelle strategie del New Green Deal, in un impegno di ricerca partecipata anche da ambientalisti e consumatori".

L'Italia - ricorda Coldiretti - vanta oggi il primato europeo nella biodiversità agraria grazie, ad esempio, alle 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei francesi e alle 533 varietà di olive contro le 70 spagnole ma anche al primato di 299 specialità DOP/IGP riconosciute a livello comunitario e 415 vini DOC/DOCG, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con 72mila operatori. "Un risultato che è anche il frutto di una forte tradizione più che centenaria nel settore della genetica agraria e del miglioramento genetico - sottolineano Coldiretti e SIGA - ma che oggi viene messo a rischio dagli effetti dei cambiamenti climatici che hanno causato danni per 14 miliardi all'agricoltura italiana nell'ultimo decennio ma anche dall'invasione di insetti e organismi alieni portati nelle campagne dalla globalizzazione degli scambi. Serve dunque una maggiore integrazione tra tradizione e innovazione scientifica e tecnologica per preservare la competitività delle imprese agricole italiane".


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