Pasqua: 1,4 mld in tavola

Pasqua: 1,4 mld in tavola

9 italiani su 10 hanno consumato a casa le pietanze tradizionali. Tranne i 5,6 milioni in povertà assoluta

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06

Aprile
2021

Gli italiani hanno speso circa 1,4 miliardi di euro per imbandire le tavole della Pasqua rimanendo nelle proprie case in quasi 9 casi su 10 (88%), mentre solo il 10% ha approfittato delle deroghe per uscire dalle mura domestiche nei limiti previsti: è questo il bilancio stimato da Coldiretti/Ixe’ dal quale emerge che la cucina e la tavola si classificano come il principale svago degli italiani nella Pasqua 2021. Una tendenza dimostrata dall’aumento del 15% della spesa rispetto allo scorso anno ma ben al di sotto dei valori del passato rispetto a ristoranti, trattorie e agriturismi aperti. C'è stato anche l’addio forzato alle grandi tavolate del passato a causa del lockdown: in media, sono state 4 le persone che si sono sedute insieme a tavola, anche se ben 2,5 milioni di persone hanno festeggiato in solitudine.

Il tempo dedicato in cucina nella preparazione dei pasti è stato in media di 1,9 ore, ma fra quelli che hanno scelto di dedicarsi ai fornelli, c’è stato un 21% di appassionati che ha deciso di spendere da una a due ore di tempo ai fornelli e poi c’è una quota dell’11% di maratoneti della cucina che ha superato le 3 ore.

In molti hanno fatto ricorso al meal delivery che in Italia, nel 2020, ha fatto registrare un giro d’affari record per un valore di 706 milioni di euro e un incremento annuo del +19%.

Da nord a sud sono diverse le ricette che hanno caratterizzato le diverse aree del Paese come per esempio gli gnocchi filanti in Piemonte, la minestra di brodo di gallina e uovo sodo e le pappardelle al ragù di coniglio in Toscana, la corallina, salame tipico accompagnata dalla pizza al formaggio mangiata a colazione in tutto il Lazio. Se in Romagna sono di rigore i passatelli, in Molise è l’insalata buona Pasqua con fagiolini, uova sode e pomodori. In Puglia il principe della tavola pasquale è il Cutturiddu, agnello cotto nel brodo con le erbe tipiche delle Murge, in Veneto onnipresenti su tutte le tavole della festa pasquale sono le tipiche vovi e sparasi, uova sode, decorate con erbe di campo, e in Trentino le polpettine pasquali con macinato di agnello.

Ma ci sono anche 5,6 milioni di italiani in povertà assoluta costretti a chiedere aiuto per mangiare in queste feste di Pasqua, un milione in più rispetto allo scorso anno con il record negativo dall’inizio del secolo, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat. Fra i nuovi poveri ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid.

La Colomba batte l’uovo

La colomba è stata preferita alle uova di cioccolato anche se in 1 famiglia su 3 (31%), i dolci tipici della Pasqua li ha preparati in casa, nel rispetto delle tradizioni locali. Sempre secondo l'indagine Coldiretti/Ixe’, la colomba è stata presente nel 64% delle tavole, 3 punti percentuali in più rispetto all’uovo di cioccolata.

Ma è da notare che la preparazione dei dolci e dei piatti tradizionali delle feste è una attività tornata di moda per uomini e donne all’interno delle mura domestiche: non a caso nel 2020 si è registrato un aumento del 38% degli acquisti di farina, che hanno toccato livelli record non raggiunti da decenni, secondo un'analisi Coldiretti su dati Ismea.
Sono tantissimi i dolci tipici pasquali: la pastiera in Campania, gli scenografici cavalli e pupe, biscotti a base di pasta frolla arricchita con un uovo sodo in Abruzzo, la pinza friulana, la pizza dolce del Lazio tipica di Roma, il Bensòne dell’Emilia, le pannarelle in Basilicata, i canestrelli in Liguria, le Pardulas a base di formaggio o ricotta in Sardegna, le scarcelle pugliesi, la Schiacciata Pisana, la corona pasquale in Trentino Alto Adige, la Ciaramicola Umbra, la fugassa veneta, la cuddura cu l’ova siciliana sono solo alcune delle specialità che gli italiani hanno riscoperto durante la Pasqua.

Credits: Coldiretti


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