Ortofrutta, esportazioni da record. Negativo

Ortofrutta, esportazioni da record. Negativo

-12% gli invii all'estero nel 2018. Molto bene invece i consumi interni con quasi 9 miliardi di chili consumati (+3% sul 2017)

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05

Febbraio
2019

Le esportazioni di ortofrutta sono crollate del 12% nel 2018 attestandosi sotto i 4 miliardi di chili che rappresentano i valori minimi dell'ultimo decennio. Ma il 2018 - afferma Coldiretti nella sua analisi di settore - ha segnato il record dei consumi interni di frutta e verdura degli ultimi venti anni, con quasi 9 miliardi di chili acquistati, in aumento del 3% rispetto all'anno precedente.

Tra la frutta più esportata nel mondo il dato peggiore è quello delle mele che crollano in quantità del 41% nel 2018 rispetto al 2017. Male anche i kiwi che perdono il 16%. L’uva limita i danni, come i limoni: -3%. Le pesche invece accusano un -30%. Le clementine calano del 33%. In difficoltà anche gli ortaggi, dove il dato peggiore si registra per le patate, con le vendite diminuite del 35% in quantità nel 2018. Male anche le cipolle che perdono il 17% all’estero. Calo del 3% pure per i ravanelli.  

Secondo Coldiretti, l'Italia all'estero sconta "un ritardo organizzativo, infrastrutturale e diplomatico. Un freno alla crescita e alla possibilità di penetrare nelle nuove economie emergenti, soprattutto dell’oriente, che lascia l’Italia così fortemente dipendente dalla vecchia e stagnante Europa. Alle problematiche legate alla logistica, alle barriere fitosanitarie e alla burocrazia si aggiungono le scelte di politica generale che hanno spesso usato il settore agricolo come merce di scambio come nel caso dell’embargo della Russia deciso come ritorsione alle sanzioni Europee". Il Presidente Coldiretti Ettore Prandini ha affermato che è necessario “superare l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse per la promozione del made in Italy all’estero puntando a un’Agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondoi. A livello nazionale serve un task-force che permetta di rimuovere le barriere non tariffarie che troppo spesso bloccano le nostre esportazioni ma anche trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente in ogni angolo d’Europa e del mondo”.

Tale situazione è profondamente diversa da quella che si verifica a livello nazionale: mai così tanta frutta e verdura sono state consumate in Italia dall’inizio del secolo grazie all'interesse per gli healty food che ha contagiato i giovani, grandi consumatori di smoothy, frullati e centrifugati.


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