"Obesity day", un occhio particolare a quella infantile

Sono ben 2 miliardi le persone al mondo obese o sovrappeso che hanno poco da celebrare. Quest'anno il tema principale è l'obesità nei bambini

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10

Ottobre
2017

Il 10 ottobre ricorre l’Obesity Day, la giornata dedicata all’obesità promossa dall’Associazione Italiana di Dietetica e nutrizione clinica (ADI) per sensibilizzare la popolazione su sovrappeso e obesità. A livello mondiale più di 2 miliardi di persone hanno questo problema e i numeri parlano di una costante crescita, insieme alle patologie collegate come diabete e malattie cardiocircolatorie. In termini di costi alla collettività, l’obesità occupa il terzo posto dopo fumo di sigaretta e guerre e terrorismo.
In Italia, il costo dell’obesità è pari all’1,8% della spesa sanitaria nazionale: in pratica 144 euro per ogni cittadino sono spesi ogni anno per i costi diretti dell’obesità, che sommati a quelli indiretti superano i 300 euro. Ricordiamo che, come ogni anno, sono in corso visite e consulenze gratuite: “Il personale dei 150 centri italiani ADI - ricorda Giuseppe Fatati presidente della Fondazione - offre colloqui gratuiti di consulenza e informazione, valutazioni del grado di sovrappeso e l’individuazione dei percorsi terapeutici nutrizionali più appropriati per ognuno". Da notare che quasi un italiano su quattro (24%) è stato a dieta per dimagrire nell'ultimo anno a dimostrazione di una crescente attenzione per l'alimentazione.

L’edizione 2017 dell'Obesity Day è dedicata al grande problema dell’obesità infantile: ricordiamo che in Italia il 30,6% dei ragazzini pesa ancora eccessivamente, anche se negli ultimi anni si è verificata una riduzione del 13% per effetto dell’impegno sull’educazione alimentare a scuola e nelle case. Lo afferma Coldiretti citando l’indagine Okkio alla salute secondo la quale, la percentuale di bambini obesi è scesa dal 12% del 2008/09 al 9,3% del 2016, e quella dei bambini in sovrappeso è passata dal 23,2% del 2008/9 al 21,3% del 2016. Un risultato incoraggiante che dimostra la necessità di continuare ad investire sull’educazione alimentare a partire dalla scuola dove va privilegiato il consumo di prodotti salutari.

Da notare che il 20% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura, mentre il 36% consuma quotidianamente bevande zuccherate o gassate. Per assicurare una migliore alimentazione ma anche per educare le nuove generazioni è importante privilegiare nelle mense scolastiche i cibi locali che valorizzano le realtà produttive locali e garantiscono genuinità e freschezza.

Coldiretti è impegnata nel progetto Educazione alla Campagna Amica che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in fattoria didattica, nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. Gli obiettivi sono tanti: formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti, valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea, ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con gli alimenti, fermare il consumo del cibo spazzatura.


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