Nasce il

Nasce il "nuovo" pomodoro San Marzano

Un team di ricercatori ridisegnano dal punto di vista estetico, organolettico e nutritivo uno dei simboli agroalimentari campani

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07

Ottobre
2020

Dall'unione di tecniche convenzionali e biotecnologie innovative è nato un "nuovo" pomodoro San Marzano, una delle varietà tradizionali più diffuse e apprezzate in Italia e nel mondo, con nuovi colori, sapori e proprietà nutritive. Un gruppo di ricercatori di ENEA, CREA e delle Università Politecnica di Valencia e degli Studi della Tuscia, ha ridisegnato dal punto di vista estetico, organolettico e nutritivo questa DOP simbolo del territorio campano, mantenendo invariata la tipicità della specie tradizionale, con peculiarità organolettiche uniche che derivano dall'interazione con il terreno vulcanico su cui cresce, nella zona dell'Agro Nocerino-Sarnese, in provincia di Napoli.

I ricercatori hanno caratterizzato 18 linee della bacca San Marzano, con mutazioni singole o multiple, responsabili del contenuto di pigmenti quali carotenoidi, clorofilla, flavonoidi e del processo di maturazione.

L'Università degli Studi della Tuscia si è occupata della caratterizzazione degli aspetti vegetativi, riproduttivi e genetici del frutto.
I ricercatori ENEA si sono impegnati nell'analisi metabolomica, cioè nella caratterizzazione chimica dei frutti di genotipi di San Marzano, con particolare riferimento alle molecole associate a caratteristiche sensoriali quali colore e gusto. "In tal modo - spiega Gianfranco Diretto, del Laboratorio Biotecnologie ENEA - è stato possibile conferire a ogni mutazione proprietà organolettiche e nutraceutiche più specifiche. Così, ad esempio, le linee a bacca gialla, se da una parte perdono le qualità antiossidanti del licopene, dall'altra acquistano maggiori contenuti in alcuni amminoacidi, vitamine, xantofille e chinoni. Le linee a bacca marrone - ha aggiunto - presentano clorofilla, che generalmente è assente nei frutti rossi, e maggiori contenuti di zuccheri e vitamina E; quelle a bacca viola presentano gli antociani".

"Questi risultati - conclude Andrea Mazzucato dell'Università della Tuscia di Viterbo - saranno utilizzati per future ricerche nelle quali, anche attraverso l'uso di tecnologie innovative di ingegneria genetica quali il genome editing, potranno essere generati in diverse varietà di pomodoro, in modo più rapido e sicuro rispetto ai classici programmi di miglioramento genetico. Inoltre, tali linee potranno essere convertite in nuove varietà commerciali di pomodoro".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Metabolites": Color Mutations Alter the Biochemical Composition in the San Marzano Tomato Fruit.

Photo by Markus Spiske


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