Mozzarella di Bufala: come gustarla

Mozzarella di Bufala: come gustarla

La prima raccomandazione del Consorzio è di non acquistarla mai sfusa. Si consuma a temperatura ambiente e senza condimenti per apprezzare l'intensità delle fragranze

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28

Luglio
2020

Il consumo di Mozzarella di Bufala Campana DOP aumenta durante l'estate, e il Consorzio di Tutela si preoccupa di dare le istruzioni per l'uso, con un piccolo vademecum utile per scegliere e gustare al meglio la Bufala Campana.
Ecco i quattro "no" che aiutano ad accrescere la consapevolezza dei consumatori. In primis "non comprarla mai sfusa": la Mozzarella di Bufala Campana DOP deve essere, per legge, posta in vendita solo se preconfezionata all'origine (buste termosaldate, vaschette, bicchieri). La confezione, inoltre, deve riportare i marchi del Consorzio di Tutela e della DOP, la denominazione "Mozzarella di Bufala Campana", il numero di autorizzazione del caseificio (Aut.
Consorzio Tutela n. 000/00/0000) che può essere verificato sul portale www.mozzarelladop.it dove sono riportati tutti i produttori certificati. Solo così si può essere certi che si tratti di un prodotto autentico. Inoltre devono essere riportati gli estremi di legge nazionali (Dpcm 10/5/93) e comunitari (Reg.
CE n.1107/96).

Se la confezione è una busta annodata, deve essere presente, sopra il nodo, un sigillo di garanzia apposto dal produttore.

Tutte le mozzarelle poste in commercio con la confezione riportante la denominazione «Mozzarella di Bufala», «Mozzarella bufalina», non sono certificate DOP e sono denominazioni non consentite per legge.

Secondo consiglio da seguire è "non consumarla fredda": la temperatura di servizio ideale per la Mozzarella di Bufala DOP è di circa 18-20 gradi.
La Bufala Campana va conservata in un ambiente fresco, sempre immersa nel suo liquido di governo. Così, infatti, il prodotto mantiene le sue caratteristiche. È consigliabile non metterla in frigo, se consumata subito.
Va riposta in frigo se si consumerà due-tre giorni dopo l'acquisto, ma prima di consumarla, occorre lasciarla a temperatura ambiente per almeno un'ora. In alternativa si può immergere la confezione, per circa 5 minuti, in acqua calda (35/40°C).

Quindi "non condirla": la Mozzarella di Bufala DOP si gusta al naturale. In molti amano utilizzare olio extra vergine di oliva, pepe o limone, ma aggiungendo dei condimenti si rischia di perdere le caratteristiche dell'alimento. I condimenti, infatti, impediscono di valutare l'intensità delle fragranze e dei descrittori tipici del terzo formaggio DOP italiano. Sensazioni olfattive che cambiano in base alla pezzatura. Nel bocconcino, ad esempio, si avvertono descrittori come la nota di burro, di yogurt e la caratteristica nota muschiata tipica del latte di bufala. Nella pezzatura più grande, naturalmente, i descrittori sono maggiormente marcati ed è possibile avvertire anche una componente vegetale più espressa, quasi nocciola fresca che a va a caratterizzare olfattivamente il prodotto.

Infine "non confonderla con il fior di latte": storicamente e culturalmente, la mozzarella è quella di bufala, ma "mozzarella" è considerato dalla legislazione un termine generico, per cui possono chiamarsi così anche quelle ottenute da latte vaccino. Le differenze tuttavia sono notevoli, a partire dalla materia prima, il latte che proviene da due animali differenti e ha caratteristiche differenti. Oltre al gusto, anche il colore è diverso: bianco porcellana per la bufala, tendente al giallo per il fior di latte, a causa della presenza di carotenoidi nel latte di mucca.

La Mozzarella di Bufala Campana ha degli apprezzabili profili nutrizionali: presenta un ridotto contenuto di lattosio e di colesterolo, è una buona fonte di proteine a elevato valore biologico, a cui si accompagna un moderato apporto di grassi. Inoltre, il formaggio fornisce buone quantità di calcio e fosforo, di vitamine idrosolubili quali la B1, B2, B6 e Niacina; è fonte anche di vitamina E e Zinco, sostanze che contribuiscono a contrastare l'azione dei radicali liberi.

La DOP è un'eccellenza in grado di trainare la Campania e la provincia di Caserta nel settore delle IG (Indicazioni Geografiche), grazie a un mercato del valore complessivo stimato di 16,2 miliardi di euro (Dati ISMEA Qualivita 2018).


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