Le uova riducono i rischi di demenza?

Le uova riducono i rischi di demenza?

Uno studio finlandese pubblicato sull'AJCN associa un’assunzione moderata di uova a migliori prestazioni cognitive e mnemoniche grazie al ricco contenuto di fosfatidilcolina

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08

Agosto
2019

Una sostanza presente in cibi come uova e lecitina di soia potrebbe essere protettiva contro l'Alzheimer e il suo assorbimento si associa a migliori performance cognitive e di memoria. Stiamo parlando della fosfatidilcolina, un tipo di fosfolipide che contiene colina. Nell'organismo umano, la fosfatidilcolina rappresenta uno dei principali componenti della membrana plasmatica, di cui regola fluidità, integrità e permeabilità. La fosfatidilcolina è una fonte importante di colina che è la base del principale trasmettitore del cervello, l'acetilcolina (una molecola con cui comunicano i neuroni).

Le qualità anti demenza della fosfatidilcolina vengono suggerite da uno studio condotto da ricercatori dell'Institute of Public Health and Clinical Nutrition, University of Eastern Finland, Kuopio, Finland e pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition. Un campione di popolazione di 2497 uomini non effetti da demenza di età compresa tra 42 e 60 anni è stato esaminato per circa 22 anni e un sottoinsieme di 482 uomini ha completato cinque diversi test di prestazione cognitiva. Le diagnosi di demenza e di Alzheimer sono state recuperate dai registri sanitari finlandesi.

 In questo studio, i ricercatori hanno voluto valutare i potenziali effetti protettivi sul cervello della fosfatidilcolina naturalmente presente nei cibi. Così gli epidemiologi hanno confrontato l'apporto giornaliero medio di fosfatidilcolina del campione (stimato per ciascuno con questionari alimentari ad hoc), che è stato valutato anche per aspetti della salute che possono incidere sul rischio cognitivo. L'assunzione di colina totale ± DS media era di 431 ± 88 mg / giorno, di cui 188 ± 63 mg / giorno di fosfatidilcolina.

Durante un follow-up di 21,9 anni, a 337 uomini è stata diagnosticata demenza. Quelli con quartile di assunzione di fosfatidilcolina più alto avevano un rischio di demenza minore del 28%. Sia l'assunzione totale di colina sia di fosfatidilcolina sono state associate a migliori prestazioni nei test cognitivi, nella fluidità verbale e nelle funzioni mnemoniche.

Secondo gli autori, lo studio è potenzialmente rilevante perché, con un numero crescente di casi di demenza e nessun farmaco a disposizione, la prevenzione praticabile nella vita di tutti i giorni con alimentazione e stili di vita sani, acquisisce un valore enorme contro questa malattia.

Associations of dietary choline intake with risk of incident dementia and with cognitive performance: the Kuopio Ischaemic Heart Disease Risk Factor Study


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