Le api sono sconvolte dal caldo

Le api sono sconvolte dal caldo

Gelate in primavera, siccità e bombe d'acqua in estate hanno fatto letteralmente impazzire le api che non solo non producono miele, ma non riescono più a fornire il servizio di impollinazione all'agricoltura

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09

Agosto
2017

Il caldo e il clima fuori dai canoni stanno sconvolgendo le api, considerate un indicatore dello stato di salute della natura.
La produzione di miele del 2017 è stimata inferiore fino all'80% rispetto a quella del 2016 e, l'allarme è lanciato dagli apicoltori italiani dell'Unaapi, a causa della siccità "i fiori non secernono più nettare e polline e le piante, in particolare quelle arboree, sono in una situazione di perenne sofferenza. Il disastro ambientale di cui le api non mandano più avvisi, ma segnali, è quello di una perdita di fertilità e di una desertificazione incipiente".

"Se la produzione fosse solo dimezzata come nel 2016 potremmo essere contenti. Il disastro è totale - afferma Giuseppe Cefalo, presidente Unaapi - e nessuno poteva immaginare di arrivare a meno di 1/3 del raccolto come nel 2017".
Secondo le stime degli apicoltori, non si arriverà a 90.000 quintali di miele su una media di 230.000. Per arginare il rischio di un import di miele di dubbia provenienza e qualità, soprattutto da Cina e India, gli apicoltori chiedono all'Unione Europea l'introduzione di etichette tracciabili per determinare la provenienza.

Il clima anomalo - spiega da parte sua Coldiretti - ha colpito i diversi tipi di mieli in pianura mentre si è salvato solo il raro miele di montagna. L'andamento produttivo di quest'anno fa peraltro seguito al raccolto già scarso dello scorso anno in cui era sceso ad appena 16mila tonnellate.
Gli apicoltori censiti in Italia sono 45.000; di questi, 20.000 detengono l'80% del patrimonio apistico nazionale, pari a 1,2 milioni di alveari sparsi nelle campagne italiane.


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