"L'agricoltura italiana conta" è online

L'edizione 2020 del volume CREA è disponibile anche in inglese e, per la prima volta, in cinese

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

30

Aprile
2021

È disponibile l’Agricoltura taliana conta, giunta alla XXXIII edizione, realizzata dal CREA-Centro di ricerca Politiche e bioeconomia. Si può consultare anche in lingua inglese dal 1998, e, da oggi, è tradotta per la prima volta anche in lingua cinese.

Strumento divulgativo dal formato tascabile, l’Agricoltura taliana conta fornisce da 33 anni un quadro sintetico, ma completo dei diversi fattori che definiscono il ruolo del settore primario in una economia avanzata, mettendo a frutto le conoscenze specialistiche di un gruppo di ricercatori per consolidare la competitività delle filiere e conquistare nuove aree geografiche. Rispetto alla prima edizione, si segnala l’ampliamento dei temi trattati, passando dalle 72 pagine iniziali alle 150 dell’ultima edizione.

L’attenzione è estesa all'intero settore agroalimentare e a tutte le interrelazioni con gli altri settori, con il territorio, con l’ambiente, con i bisogni della società e del Paese.  

In UE l’agricoltura italiana è prima per valore aggiunto e terza per produzione lorda vendibile. A fronte di questi risultati, l’Italia riceve il 10,6% del totale delle risorse UE della PAC, pari in termini assoluti a 5,7 miliardi di euro, posizionandosi al quarto posto dopo la Francia, Spagna e Germania.

Il sistema agroalimentare, duramente colpito dall’epidemia, si è dimostrato resiliente, rimarcando in questo modo la sua funzione essenziale e strategica, nonostante le fragilità e le debolezze, legate anche all’andamento climatico instabile che ha favorito la diffusione di alcuni agenti parassitari. Nonostante ciò, il suo contributo, in termini di valore aggiunto, all’interno dell’economia nazionale ha superato la quota del 4%, tra i più dinamici in un contesto economico recessivo, grazie anche alla crescita dell’industria alimentare. Si tratta del 15% del PIL nazionale, includendo anche i settori collegati: commercio ingrosso/dettaglio, ristorazione e servizi legati al cibo.

Strategico in quest’ottica anche l’export agroalimentare, con 43,8 miliardi di euro, di cui quasi il 74% è rappresentato dal made in Italy. Dal 2019 si registra un miglioramento del deficit della bilancia agroalimentare, sceso per la prima volta sotto il miliardo di euro (-708 milioni), a fronte dei 5 miliardi del 2015 e degli oltre 9 miliardi del 2011. Si tratta di un dato straordinario, confermato dai primi mesi del 2020, in cui, addirittura, si verifica un cambio di segno nel saldo, per la prima volta positivo dall’inizio della serie storica.

Si capisce da questi dati, che il volume restituisce una fotografia del settore sempre più strategico, mettendone in evidenza da un lato la sua resilienza e dall’altro le fragilità e le debolezze.

Se da un lato, infatti, emerge la forza di mercato del nostro sistema, che offre prodotti differenziati, di qualità ed espressione dei nostri territori anche su mercati comunitari e internazionali, dall’altra non si nasconde la sua vulnerabilità di fronte ai cambiamenti climatici in atto e le difficoltà legate alla debolezza strutturale di molte aziende agricole rispetto agli altri attori della filiera agroalimentare.

Lo studio rimarca altresì il ruolo fondamentale che il settore agricolo-forestale svolge dal punto di vista ambientale, contribuendo sempre più al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, non solo abbattendo le emissioni dannose, ma anche attraverso l’assorbimento di CO2, grazie al contributo delle foreste e alla diffusione di pratiche colturali più sostenibili.  

"Per la prima volta accanto alla consueta versione inglese dell’Agricoltura taliana conta 2020, il CREA lancia  quella in cinese - ha dichiarato Stefano Vaccari, Direttore Generale del CREA -. Si tratta di strumenti indispensabili per far conoscere nella sua interezza e complessità il sistema agroalimentare italiano, che svolge una funzione cruciale per l’economia nazionale e che contribuisce in modo molto attivo alle relazioni che regolano i mercati mondiali. Questi strumenti divulgativi aiutano a presentare e a diffondere il nostro modello agroalimentare ad attori che apparentemente lontani, di fatto ne sono sempre più attratti". 


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