Incontro al MiSE su Pernigotti. Lavoratori preoccupati

Incontro al MiSE su Pernigotti. Lavoratori preoccupati

L'azienda di Novi Ligure ha presentato al Ministero per lo Sviluppo economico il nuovo piano che ha coinvolto OPTIMA e ha rivoluzionato i pre accordi di agosto. Annunciati 25 esuberi. Si attende il piano industriale

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

03

Ottobre
2019

Il MiSE ha comunicato che il 2 ottobre si è svolto il tavolo sul sito produttivo della Pernigotti di Novi Ligure; presenti il Sottosegretario Alessandra Todde, il Vice Capo Gabinetto Giorgio Sorial, i rappresentanti delle aziende coinvolte, l’advisor, gli enti locali e i sindacati.

Il management della Pernigotti ha illustrato i termini dell’accordo che ha portato alla cessione del ramo relativo ai preparati per i gelati del marchio Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani al gruppo Optima Mec3 di Rimini con il quale sarà avviata una partnership di lunga durata. Pernigotti ha sottolineato che l’accordo con Optima potrà garantire nuove risorse per l’azienda, grazie alle quali rilanciare gli investimenti per avviare un ammodernamento degli impianti del sito di Novi Ligure e continuare a produrre cioccolati e torroni.

"Riguardo ai lavoratori - afferma il MiSE in una nota - è stata resa nota una riorganizzazione che possa contare su diversi strumenti, a partire dagli ammortizzatori sociali, per rendere economicamente sostenibile lo stabilimento. L’azienda ha, infine, annunciato che presenterà nel dettaglio il nuovo piano industriale entro il prossimo mese di ottobre". È stato annunciato un piano con 25 esuberi sui 70 attuali dipendenti; gli altri 50 lavoratori interinali non sono stati considerati.

Nel corso del tavolo, i rappresentanti del Gruppo Optima hanno evidenziato la strategicità della scelta di acquisire dalla Pernigotti il ramo dei gelati e il relativo brand, in quanto permette di puntare su un marchio storico del made in Italy, con numerosi prodotti di alta qualità. Optima ha annunciato di voler puntare sull’innovazione del prodotto in vista di una crescita internazionale che può già contare su un'importante rete commerciale.

“Oggi abbiamo ascoltato le linee guida presentate da Pernigotti sia sulla cessione a Optima del ramo gelati che sulla prosecuzione della produzione di cioccolato e torroni nel sito di Novi Ligure - ha dichiarato il Sottosegretario Todde. La nostra massima attenzione è adesso rivolta all’effettivo rilancio delle attività produttive nello stabilimento e alla salvaguardia dei lavoratori che dovrà concretizzarsi nelle prossime settimane in un dettagliato piano industriale”.

I lavoratori e il piano industriale che non c'è

Questo improvviso e radicale cambiamento delle carte in tavola ha portato un'ovvia reazione da parte di lavoratori e sindacati. "Siamo preoccupati e delusi, sembra di essere tornati indietro al 6 agosto: si ricomincia con Pernigotti che presenta un’altra azienda, Optima, con un altro accordo, con l’ipotesi di un altro piano industriale del quale oggi abbiamo sentito solo le parole di riduzione del personale e flessibilità". Così Sara Palazzoli, segretaria nazionale Flai Cgil.
"Ad agosto abbiamo lasciato dei preliminari di vendita con i quali si salvaguardava completamente l’occupazione, oggi la situazione sembra addirittura peggiorata. Aspettiamo nella prossima riunione al MiSE - ha concluso Palazzoli - un vero piano industriale che non sia fatto sulla pelle dei lavoratori."

Il CFO di Pernigotti, Pierluigi Colombi, ha affermato invece che "non ci saranno esuberi, ma un piano che accompagnerà volontariamente chi intende chiudere la propria carriera. Si tratterà di uscite decise in maniera condivisa, sia con i lavoratori sia con le istituzioni". Il piano industriale "sarà presentato a breve e rappresenterà sostenibilità ma speriamo anche prosperità nel più breve tempo possibile" ha concluso Colombi.

Per il segretario nazionale della Fai Cisl Roberto Benaglia il tavolo al MiSE ha vanificato gli sforzi compiuti finora: "Avevamo un preliminare di vendita con tanto di salvataggio dell’azienda, ora non si sa cosa sia cambiato, visto che la gestione Pernigotti da parte dell’attuale proprietà perdeva un milione e mezzo di euro l’anno. Si parla di fare cassa con il costo del lavoro e tagli al personale, e poi sono state prospettate eventuali innovazioni degli impianti. Un piano molto vago".
"Abbiamo apprezzato l’interessamento di Optima, azienda solida e affermata - ha aggiunto Benaglia - ma le garanzie per le lavoratrici e i lavoratori sono veramente sconosciute al momento. Il grande sforzo fatto in agosto da parti sociali e istituzioni sembra vanificato. Vogliamo maggiori notizie in sede pubblica, anche per capire cosa abbia impedito a Spes ed Emendatori di entrare nel progetto di rilancio. Siamo in completa assenza di un piano industriale. Abbiamo notizie approssimative sui volumi produttivi previsti, fino a parlare di volumi del 30%, eppure in quel mercato sembrano molto irrealistici. A scatola chiusa non si prende nulla, non siamo disposti a lasciare carta bianca".

Ha espresso preoccupazione anche Pietro Pellegrini, segretario nazionale Uila: "Siamo basiti e un po' arrabbiati. A parte le modalità di comunicazione dell’operazione di acquisizione del ramo gelateria con Optima, oggi ci viene presentato un piano industriale virtuale, tutto ancora da costruire, in cui già si parla di esuberi senza alcuna garanzia di crescita della produzione e di investimenti. Cosa è cambiato rispetto a due mesi fa? Dove sono gli investimenti? Perché due investitori seri come Emendatori e Spes sono stati esclusi? Noi accetteremo solo un piano industriale espansivo, che tuteli in primis i lavoratori".


Condividi su: