In vigore dazi USA vs Cina per 34 miliardi di $

In vigore dazi USA vs Cina per 34 miliardi di $

Crollano i prezzi della soia (-19%) e vengono rinnovate le "minacce" sull'export cinese. Si attendono ritorsioni dalla Cina

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06

Luglio
2018

La guerra commerciale tra USA e Cina è ufficialmente iniziata il 6 luglio 2018 allo scoccare delle 00:01 di Washington (6:01 in Italia) con l'operatività dei dazi al 25% imposti dagli Stati Uniti sull'import di 818 beni cinesi, tra materie prime alimentari, parti di auto, apparecchiature medicali, aerospazio e information technology. Si tratta di misure del valore di 34 miliardi di dollari, prima tranche di un'azione preliminare da 50 miliardi.

"Gli Stati Uniti - afferma il ministero del Commercio cinese - hanno imposto dazi per 34 miliardi di dollari sull'import cinese con una mossa di bullismo commerciale che ha dato il via alla più grande guerra commerciale nella storia economica".
E scatteranno le contromisure di Pechino sull'importazione di beni USA: nel mirino delle dogane cinesi sono finiti soia, carne, whiskey e altri alcolici e auto.

Da quanto emerge da un'analisi di Coldiretti, il solo annuncio delle ritorsioni cinesi ha fatto crollare del 19% il prezzo della soia nell’ultimo mese alla borsa merci di Chicago, principale punto di riferimento mondiale per la quotazione delle materie prime agricole.

“La soia - sottolinea Coldiretti - è uno dei prodotti più sensibili della black list asiatica perché è tra i prodotti agricoli più coltivati nel mondo, largamente usato per l’alimentazione degli animali da allevamento, con gli Stati Uniti che contendono al Brasile il primato globale nei raccolti, seguiti dall’Argentina per un totale dell’80% dei raccolti mondiali.”

Per sostenere l’aumento del consumo di carne derivante dai propri allevamenti, la Cina è il principale acquirente mondiale di soia, ma l'annuncio del dazio aggiuntivo del 25% nei confronti degli Stati Uniti ha fatto cambiare le fonti di approvvigionamento a favore del Brasile. Le disdette pesano sui raccolti statunitensi e sulle quotazioni riconosciute ai farmer americani, ma anche sugli allevatori e sui consumatori cinesi per l’aumento dei costi di produzione e in definitiva anche dei prezzi della carne.

Intanto Trump minaccia dazi ulteriori per 500 miliardi di dollari nel caso Pechino renda operative le ritorsioni annunciate. E così si alimentano i propositi di esclation di guerra commerciale con conseguenti effetti a cascata sui mercati finanziari, azionari, valutari e delle materie prime, dalla soia al carbone.

La Cina ha detto che non avrebbe "sparato il primo colpo", assicurando che le contromisure sarebbero entrare in vigore a stretto giro dall'efficacia dei dazi USA da 34 miliardi, ma, nonostante il pesantissimo giudizio sulla mossa americana, il ministero del Commercio cinese non ha ancora annunciato l'operatività delle contromisure.  


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