Gli allevamenti intensivi inquinano i fiumi d'Europa

Gli allevamenti intensivi inquinano i fiumi d'Europa

Nuove analisi di Greenpeace rivelano la presenza di numerosi pesticidi e antibiotici nei corsi d'acqua superficiali che scorrono in aree ad elevata presenza di maxi allevamenti

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29

Novembre
2018

Durante i mesi di giugno e luglio 2018, Greenpeace ha condotto analisi in dieci Paesi europei indicando che la pratica dell’allevamento industriale inquina le nostre acque superficiali. Gli esiti di questi controlli sono contenuti nel rapporto "Il costo nascosto della carne".

L’allevamento su scala industriale, conosciuto anche come allevamento intensivo, occupa circa il 75% dei terreni ad uso agricolo a livello globale1e ha pesanti ricadute sull’ambiente. Questo sistema necessita di enormi quantità di mangime, acqua e farmaci. Grandi porzioni di terra sono dedicate alla coltivazione di colture destinate alla mangimistica, come mais o orzo. Grandi quantità di pesticidi, fertilizzanti sintetici e letame vengono utilizzati su questi campi. Il letame derivante dall’agricoltura industriale spesso contiene residui di metalli e farmaci veterinari come gli antibiotici. I fertilizzanti artificiali e il letame contengono entrambi nutrienti come i nitrati, che sono essenziali per la vita, ma che in eccesso possono danneggiare gli equilibri ecologici dei corsi d’acqua. Attraverso l’allevamento intensivo quindi, farmaci ad uso veterinario, pesticidi, metalli e dosi eccessive di nutrienti finiscono nell’ambiente e nei corsi d’acqua, formando veri e propri cocktail di sostanze che danneggiano i nostri delicati ecosistemi.

Gli ultimi campionamenti di Greenpeace sono stati fatti in 29 fiumi e canali di irrigazione, in Regioni con una forte presenza di allevamenti intensivi. I campioni sono stati analizzati per verificare la presenza di medicinali ad uso veterinario, pesticidi, nutrienti e metalli.

Gli antibiotici sono stati trovati in oltre 2/3 dei campioni analizzati, e questa presenza costante potrebbe contribuire alla diffusione di batteri resistenti agli antibiotici. La metà dei campioni esaminati conteneva livelli di nitrati superiori alla soglia considerata sicura per gli organismi acquatici più vulnerabili e in tutti i campioni sono stati trovati residui di pesticidi: 104 in totale, di cui 28 vietati in UE.

In Italia i campioni sono stati prelevati in Lombardia, Regione dove si concentra oltre la metà della popolazione nazionale di suini. In particolare nel campione raccolto in provincia di Brescia sono stati rilevati 11 diversi tipi di farmaci, 7 dei quali antibiotici: il numero più alto trovato in un singolo campione di tutta l’indagine.

1. Foley, J. A., et al. 2011. Solutions for a cultivated planet. Nature, 478: 337–342
2. Quasi una su quattro (24,5%) delle specie vulnerabili I in pericolo in UE sono minacciate da prodotti agricoli o dal drenaggio, compreso l’uso di pesticidi e fertilizzanti, come nitrati e fosfati. IUCN 2015

 

Il costo nascosto della carne - sintesi in italiano di Dirty waters: How Factory farming pollutes European rivers

Fonte: Greenpeace


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