Ghiaccio alimentare: resta alto 
il rischio di contaminazione

Ghiaccio alimentare: resta alto il rischio di contaminazione

Da una verifica della Regione Siciliana, il 25% dei locali presenta non conformità

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07

Giugno
2018

Inga, Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare, ha presentato, il primo giugno 2018, con l’assessorato alla Salute della Regione Sicilia e le Asp della Regione i risultati di un’analisi condotta su 125 operatori del settore alimentare da cui è emerso che un quarto produce e utilizza ghiaccio contaminato. Un problema genericamente diffuso in tutta Italia. Sono ancora troppi, infatti, gli operatori che non ripongono la giusta attenzione al ghiaccio alimentare.

Già nel Giugno del 2016 Inga aveva presentato il primo Manuale di corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare, documento approvato dal Ministero della Salute e redatto, per la prima volta in Europa, per stabilire le buone prassi nella gestione del ghiaccio.

Nel corso del 2016 sono stati controllati, dalla Regione siciliana, 125 operatori del settore alimentare: dall’analisi è emerso che il 25% non era conforme alle normative. Ciò vuol dire che 67 operatori erano non in regola: 66 per ragioni microbiologiche e 1 per ragioni di tipo chimico. Il ghiaccio risultava dunque contaminato per una mancanza di attenzione igienica nella fase della produzione e della conservazione.

Inga ha condiviso con gli Enti preposti al controllo sul territorio una check-list per l’autovalutazione da parte degli stessi operatori della propria produzione di ghiaccio: uno strumento dedicato alla sicurezza alimentare che permette di conoscere le corrette procedure per tenere sotto controllo l’autoproduzione e il prodotto finale al fine di garantire che il ghiaccio arrivi al consumatore privo di contaminanti fisici, chimici, ma soprattutto biologici.

"Il ghiaccio rappresenta all’interno del panorama alimentare uno dei cicli produttivi più a rischio. Per questo il Ministero ha collaborato alla realizzazione del Manuale per la corretta prassi operativa per la produzione del ghiaccio alimentare, un documento che può garantire maggiore qualità, sicurezza e tracciabilità e che merita di essere sempre più conosciuto e utilizzato dagli operatori per la massima tutela dei consumatori finali" – spiega Giuseppe Plutino della Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti del Ministero della Salute.
M.P.


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