Frumento: produzione in flessione

Frumento: produzione in flessione

Italmopa prevede un calo nel 2020 del 5% a causa della riduzione delle terre seminate e di una minore resa per ettaro

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

29

Luglio
2020

La produzione nazionale 2020 di frumento tenero potrebbe registrare una flessione superiore al 5% rispetto ai volumi produttivi costatati nel 2019, e situarsi così in meno di 2,80 milioni di tonnellate. Lo afferma Italmopa - Associazione Industriali Mugnai d’Italia, l’Associazione di categoria aderente a Federalimentare e Confindustria che rappresenta l’industria molitoria italiana a frumento tenero e a frumento duro, leader nell’UE con oltre 11 milioni di tonnellate di frumento annualmente trasformate per la produzione di farine e semole destinate a pane, pizza, prodotti dolciari e della pasticceria e pasta.

Terreni stressati, bassa produttività

"La contrazione della produzione nazionale - affermaa Giorgio Agugiaro, Presidente della sezione Molini a frumento tenero Italmopa - è riconducibile sia a una riduzione delle superfici seminate a frumento tenero sia a una minore resa per ettaro. La produzione nazionale di frumento tenero risulta strutturalmente e largamente deficitaria, in misura del 65% circa, rispetto alle esigenze quantitative dell’Industria italiana della macinazione".  

Per quanto concerne l’aspetto qualitativo, Italmopa evidenzia che non sono state registrate particolari criticità e la qualità media del raccolto può pertanto essere considerata soddisfacente, anche se si costata, purtroppo, una riduzione del tenore proteico dei grani di forza, ovvero quei grani destinati alla produzione di farine utilizzate per i prodotti di lunga lievitazione quali i prodotti di ricorrenza, alcune tipologie di pane come la michetta milanese o la rosetta romana o alcuni prodotti della pasticceria.

Calano anche i consumi

"Mi preme ribadire la nostra forte inquietudine in merito al perdurante andamento negativo dei consumi di prodotti a base di farine - prosegue Agugiaro. - Esso appare riconducibile alla sofferenza, nel primo semestre 2020, del comparto Horeca che assorbe il 25 % circa del mercato nazionale delle farine e al rallentamento dei consumi di pane artigianale e di prodotti della pasticceria da un lato e delle esportazioni di farine dall’altro".
L’incremento delle vendite allo scaffale, che rappresentano circa il 5% del totale dei volumi di farine commercializzate in Italia, non riescono a controbilanciare la contrazione della domanda globale che il settore molitorio sta attualmente affrontando.

"Italmopa - conclude Agugiaro - si unisce alle richieste di un forte e deciso sostegno al settore Horeca in virtù della sua valenza e della sua rilevanza per tutte le filiere agroalimentari nazionali".


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