Food: rallenta la ripresa dei consumi domestici nel secondo semestre 2019

Food: rallenta la ripresa dei consumi domestici nel secondo semestre 2019

I dati del panel ISMEA/Nielsen ci restituiscono un aumento della spesa alimentare dello 0,4% su base annua. Trainano solo le bevande e i prodotti confezionati

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

18

Febbraio
2020

I dati del Panel ISMEA/Nielsen hanno evidenziato un deciso rallentamento dei consumi delle famiglie nella seconda metà dell'anno, che ha ridimensionato lo slancio del primo semestre quando lo scontrino era cresciuto dell'1,1% su base tendenziale. 

La stagnazione dei consumi alimentari in casa, secondo ISMEA/Nielsen, non sarebbe più un fatto congiunturale, ma un fenomeno strutturale che riguarda il cambiamento dei modelli di consumo e degli stili di vita piuttosto che il livello di reddito disponibile. Modelli di acquisto più razionali in grado di contenere gli sprechi e l'incremento dei pasti fuori casa determinerebbero la dinamica dei consumi domestici.

Viene confermata una maggior disponibilità alla spesa per le bevande (+1,7%) piuttosto che per i generi alimentari (+0,2%).
Il comparto dei proteici di origine animale continua ad essere quello su cui il consumatore mostra più incertezze: arretrano i consumi di carni fresche (-0,8%). Cresce invece la spesa per i salumi (+1,3%).
Stabile il bilancio della spesa nel comparto lattiero-caseario.
I prodotti ortofrutticoli hanno mostrato dinamicità non tanto a volume ma a valore, per i prezzi sensibilmente superiori a quelli del 2018.
Tornano in terreno positivo i derivati dei cereali (+0,5%).
Per il comparto "oli e grassi vegetali", rappresentato al 65% dall'olio EVO, si registra una contrazione della spesa del 3,9%, dopo un 2018 chiuso a -7,6%.
Cresce la spesa per la cioccolateria, con fatturati superiori ai 2 miliardi di euro, come cresce il consumo di salse, snack salati e creme dolci spalmabili.

A fare da traino ancora i prodotti a Largo Consumo Confezionato (LCC, +1,9%), che hanno sempre più spazio negli scaffali nella Grande Distribuzione, mentre per i prodotti freschi sfusi la spesa si continua a contrarre (-3,1%).

Tra i comparti solo carni, ittici e frutta mantengono più della metà dell'offerta in formato sfuso, per le altre filiere il prodotto confezionato rappresenta circa i tre quarti dell'offerta. 

I canali di vendita

Nella Distribuzione Organizzata si evidenzia una buona performance dei "super" attraverso cui passa dil 38% della spesa domestica, con un incremento dei fatturati rispetto al 2018 del 2,3%.
Resta dinamico il canale "discount" per il quale la crescita dei punti vendita (+168 nel 2019) e il più vasto assortimento di referenze, soprattutto nel fresco che arriva a coprire il 46% delle vendite, hanno permesso ai fatturati di segnare un +4,7% portando la quota del canale al 28%.
Negli acquisti online l'alimentare si colloca ancora su livelli bassi, tali da non contribuire in modo determinante all'evoluzione complessiva.

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