Economia circolare: olio dai residui di mela

Economia circolare: olio dai residui di mela

Grazie al metodo messo a punto dal NOI Techpark di Bolzano, dai semi del frutto si può estrarre, senza l'uso di solventi, un olio aromatico e nutraceutico

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09

Luglio
2020

Il residuo della lavorazione della mela per usi alimentari è di circa il 20% e i ricercatori del Food Technology Lab al NOI Techpark di Bolzano hanno sperimentato un nuovo metodo per valorizzarne i semi. Grazie all'estrazione con la CO₂ supercritica, quindi senza l'uso di solventi chimici, hanno ricavato un olio aromatico totalmente naturale che può essere sfruttato sia nell'industria alimentare sia in quella cosmetica.

"È già possibile comprare olio estratto dai semi di mela, che viene usato per usi cosmetici - spiega Giovanna Ferrentino, ricercatrice e docente di "Operazioni Unitarie" alla Facoltà di Scienze e Tecnologie UniBZ - ciò che differenzia la nostra ricerca è l'utilizzo di una tecnologia pulita che non prevede l'uso di solventi".

L'estrazione con anidride carbonica supercritica comporta diversi vantaggi, in quanto l'olio ottenuto è di qualità più elevata: è completamente assente l'amigdalina, un composto tossico a base di cianuro, presente in basse quantità nell'olio estratto con solventi.

Ma come avviene il procedimento che dà origine all'olio? I semi di mela vengono dapprima essiccati a 40° fino a 12 ore e poi macinati. Quindi, la polvere viene inserita nel cilindro dell'estrattore da cui, dopo circa trenta minuti, si ricava l'olio. La resa è di circa il 21%: da 400 grammi di semi si possono ricavare circa 80 grammi di olio.

Una volta raccolto dall'estrattore, l'olio di semi di mele è un prodotto finito, dal profumo di mandorla, che può essere usato come additivo nelle lavorazioni alimentari ma non solo. L'olio ha evidenti caratteristiche nutraceutiche in quanto contiene in abbondanza antiossidanti come tocoferoli. 


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