Dieta Mediterranea, auguri

Dieta Mediterranea, auguri

Sono passati 10 anni dal riconoscimento UNESCO. Ma l'Italia si sta allontanando da questo modello alimentare?

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15

Novembre
2020

Il 16 novembre 2010, a Nairobi in Kenya, il Comitato Intergovernativo della Convenzione UNESCO sul Patrimonio Culturale Immateriale approvava l'iscrizione della Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale.
L'UNESCO riconosceva, in questo modo, il valore di pratiche stratificate nel tempo, trasmesse di generazione in generazione in molti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sottolineando come questa Dieta fosse "molto più che un semplice elenco di alimenti. La Dieta Mediterranea promuove l'interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. Si fonda sul rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo".

Per celebrare il decennale, il Ministero dell’Ambiente ha promosso, insieme al Ministero degli Esteri e ai Ministeri delle Politiche Agricole, dell’Istruzione, della Salute e dei Beni Culturali, con la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, un calendario di attività che si aprono formalmente il 16 novembre alle ore 9.30 da un confronto tra Ministri ed esponenti dell’accademia, coordinato dalla giornalista Donatella Bianchi, e che viene trasmesso in diretta sulla pagina www.facebook.it/minambiente. I lavori di "Dieta Mediterranea Unesco. 10 anni di Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità" si aprono con i saluti istituzionali dei ministri Teresa Bellanova, Sergio Costa, Dario Franceschini, Luigi di Maio, Roberto Speranza, Lucia Azzolina, per poi proseguire con gli interventi di Franco Bernabé, Presidente Commissione Italiana per l'UNESCO, Pier Luigi Petrillo, UNESCO Chair Professor e membro dell'Organo di valutazione Ich UNESCO, Stefano Pisani, Sindaco di Pollica, Comunità emblematica Dieta Mediterranea, Elisabella Moro, Ordinaria di Antropologia culturale, Università Suon Orsola Benincasa di Napoli.

Dieta Mediterranea e ambiente

"La Dieta Mediterranea rappresenta l’esempio più concreto di sviluppo sostenibile e tutela della biodiversità - ha dichiarato il Ministro dell’ambiente Sergio Costa nel presentare le iniziative per la celebrazione del decennale -. Come ha riconosciuto l’UNESCO, la Dieta Mediterranea costituisce una tradizione che unisce insieme più generazioni in una saggezza millenaria, rispettando i cicli stagionali e l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali. Per l’UNESCO ad essere l’emblema di questa tradizione è il Cilento, il luogo simbolo dello stile di vita patrimonio dell’umanità, e il comune di Pollica, in particolare, dove lo studioso americano Ancel Keys, negli anni ’50, teorizzò i suoi studi sul mangiar sano all’italiana salvaguardando l’ecosistema".

"Secondo i rapporti più recenti dell’ISPRA - spiega ancora Costa - la Dieta Mediterranea, rispetto agli altri modelli nutrizionali, è la più sostenibile, la più rispettosa dell’ambiente, la meno inquinante, quella che richiede il minor sfruttamento di risorse naturali primarie come l’acqua. Ed è l’arma migliore per contrastare lo spreco alimentare. Secondo il Rapporto Waste Watcher 2020 della Campagna Spreco zero, sostenuta dallo stesso Ministero dell’ambiente, ogni anno più di 2.200.000 tonnellate di cibo vanno sprecate nelle case degli italiani, per una stima di 36,54 chilogrammi a testa e un valore di quasi 12 miliardi di euro che sommati ai 3 miliardi 293 milioni di spreco della filiera ci portano ad un totale di oltre 15 miliardi di euro. La buona notizia è che la tendenza 2020 è che lo spreco alimentare nelle case degli italiani è sceso di quasi il 25%".
Il Ministero quest’anno è intervenuto per la riduzione dello spreco alimentare e il miglioramento della filiera agendo sulla ristorazione collettiva. Nei mesi scorsi sono stati varati, con decreto, i CAM (Criteri ambientali minimi) per gli acquisti pubblici per la ristorazione collettiva che riguardano scuole, caserme, ospedali e uffici, agendo su filiera corta, tutela della biodiversità, biologico e made in Italy.
"Gli studiosi - continua Costa - hanno affiancato alla classica piramide alimentare della Dieta una piramide ambientale che ha certificato come questo stile di vita sia il modello da seguire se si ama l’ambiente e si vuole scommettere sul futuro del pianeta".

"Il mio pensiero non può non andare ad Angelo Vassallo che dieci anni fa, da sindaco di Pollica, insieme ai negoziatori guidati dal mio attuale capo di Gabinetto Pier Luigi Petrillo, portarono a casa il risultato, ottenendo il riconoscimento dell’UNESCO. Angelo - ha concluso Costa - non riuscì a vedere questo risultato storico, essendo stato barbaramente ucciso il mese precedente; e tuttavia il suo insegnamento di amore per la natura, di cui il riconoscimento UNESCO ne è una manifestazione, resta vivo e continua ad essere una bussola per gli amministratori di oggi”.

L'educazione alimentare

"Se oggi celebriamo la Dieta Mediterranea come merita - afferma la Ministra Bellanova - è anche per ribadire che il patrimonio va tutelato, salvaguardato, protetto. Per questo siamo impegnati a creare l'Ufficio per la Dieta Mediterranea presso il nostro Ministero". Questo ufficio si incarica di:

  • promuovere e diffondere i principi e le ragioni della Dieta Mediterranea attraverso uno specifico portale web
  • realizzare nel 2021 un programma di comunicazione istituzionale sulle tematiche della Dieta Mediterranea anche in vista di Expo Dubai
  • sviluppare iniziative sulla Dieta Mediterranea e sulla educazione alimentare nelle scuole e nelle Università anche con il supporto del CREA/Alimentazione.

La Dieta Mediterranea e la salute

In occasione delle celebrazioni, Fondazione Barilla ha ricordato come "la Dieta Mediterranea sia universalmente associata alla prevenzione di malattie croniche non trasmissibili, dal diabete alle malattie cardiovascolari, ed è un modello alimentare in grado di incidere in modo determinante sulla longevità".
La Fondazione evidenzia, però, che "in Italia c'è un allontanamento da questo modello alimentare, tanto che il numero di italiani obesi o in sovrappeso risulta elevato, 25% dei minori e il 46% degli adulti". 
Nel mondo, un regime alimentare scorretto è alla base di 11 milioni di decessi all'anno, ovvero, il 20% delle morti totali. Inoltre "le nostre scelte alimentari, hanno un impatto anche sull'ambiente, visto che fino al 37% delle emissioni globali di gas serra provengono dai nostri sistemi alimentari, dal campo alla tavola".
L'argomento sarà trattato il 1° dicembre 2020 da Fondazione Barilla durante l'evento annuale dal titolo Resetting the Food System from Farm to Fork - Setting the Stage for Un 2021 Food Systems Summit a cui sarà dedicato il panel Cibo come prevenzione con l'obiettivo di discutere dell'alimentazione e del suo ruolo cruciale nel contribuire a prevenire malattie croniche non trasmissibili.

Credits: Ministero dell'Ambiente


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