Dazi zero: verso una revoca a Cambogia e Birmania

Dazi zero: verso una revoca a Cambogia e Birmania

Lo annuncia la commissaria UE al commercio Malmstroem: senza il miglioramento dei diritti umani saranno sospesi gli accordi preferenziali, compreso quello sul riso

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08

Ottobre
2018

La commissaria UE al commercio Cecilia Malmstroem ha comunicato sul suo blog, a margine del consiglio informale di Innsbruck, che il deteriorarsi della situazione dei diritti umani in Birmania e Cambogia sta portando l'UE verso la sospensione dei regimi commerciali preferenziali. Una delegazione europea si recherà in Birmania per valutare la situazione con la "chiara possibilità di un ritiro" dal trattato commerciale preferenziale, scrive Malmstroem.
Alla Cambogia è già stato notificato l'avvio del processo di ritiro dall'accordo. "Senza miglioramenti chiari e evidenti sul terreno dei diritti umani - scrive Malmstroem - si arriverà alla sospensione delle preferenze commerciali di cui attualmente gode" il Paese.

Questo sviluppo potrebbe significare la reintroduzione anticipata dei dazi sul riso a dazio zero esportato dai due Paesi verso l'Europa, su cui i risicoltori italiani ed europei avevano già chiesto e ottenuto da Bruxelles di aprire un'indagine parallela a quella sui diritti umani cui fa riferimento Malmstroem, sull'impatto economico delle importazioni a dazio zero del cereale da Cambogia e Birmania. Il risultato di questa seconda indagine è atteso per marzo 2019. Ma il peggioramento della situazione dei diritti umani potrebbe portare al ripristino dei dazi già prima di quella data.

Il regime di preferenza commerciale "tutto tranne le armi" ha consentito infatti a Cambogia e Birmania di aumentare esponenzialmente le esportazioni di tessuti e riso indica. Per quanto riguarda il mercato del riso, infatti, durante l'ultimo quinquennio il consumo nell'UE è aumentato del 5% e le importazioni di riso lavorato dalla Cambogia sono aumentate del 171%. Le vendite di riso indica coltivato nell'UE sono calate del 37%, da 676.900 a 427.904 tonnellate con un taglio del 18% delle quote di mercato detenute dagli operatori dell'UE.


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