Cuochi e salute: firmato il protocollo

Cuochi e salute: firmato il protocollo

Presso il Ministero della Salute, la Federazione Italiana Cuochi ha siglato l'intesa su alimentazione sana e sicura. "Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo"

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13

Novembre
2017

Ippocrate, già 400 anni prima di Cristo, aveva capito come l'alimentazione determinasse la buona salute delle persone, prevenendo molti disturbi e patologie. Da questa premessa è nato in protocollo d'intesa per la collaborazione sulle problematiche in tema di alimentazione sana e  sicura. A firmarlo a Roma, il ministro della Salute Lorenzin, e la Federazione Italiana Cuochi. Obiettivo: "fronteggiare i pericoli derivanti da un'errata alimentazione, incoraggiando stili di  vita e comportamenti salutari grazie alle giuste abitudini alimentari". Il protocollo intende promuovere iniziative che informino sui temi relativi alla sicurezza alimentare, sia sotto il profilo nutrizionale sia igienico-sanitario, anche attraverso la sensibilizzazione degli operatori della ristorazione, oltre che dei cittadini.

"I cuochi e le giovani generazioni di chef soprattutto - ha detto Lorenzin - hanno la responsabilità di mettere in tavola piatti che influenzeranno la tendenza culinaria di domani. E avere la consapevolezza che cibo è benessere, è di grande importanza. In qualche modo siete un po' medici anche voi e contribuite a comunicare l'importanza della buona tavola e della tradizione agroalimentare italiana".

Rocco Pozzulo, presidente della Federazione Italiana Cuochi, ha sottolineato che "il rispetto dei profili nutrizionali nella trasformazione delle ricette, attraverso il lavoro quotidiano dei cuochi, è fondamentale".  

Il cuoco e docente Alessandro Circiello ha messo in guardia dai rischi alimentari in cucina: "come evidenzia l’Istituto Superiore di Sanità per il rischio anisakis occorre conservare il pesce azzurro per 96 ore a meno 18 gradi e non poche ore in abbattitore prima di servirlo crudo". "Il cuoco - ha aggiunto - deve essere promotore di salute perché la mancanza di cautele ha un impatto sulla spesa sanitaria ".

"Noi siamo stakeholder importanti nel settore alimentare. Abbiamo elaborato  norme tecnico-professionali che delineano la figura del cuoco e c'è un tavolo inter-istituzionale in cui si sta riflettendo sulla possibilità di una certificazione in tal senso. Se un cuoco cucina male - ha concluso Salvatore Bruno, segretario generale della Federazione Italiana Cuochi -  è certamente il mercato a scegliere, ma gli unici criteri normativi da rispettare oggi sono quelli di cui stiamo parlando”.


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