Conegliano Valdobbiadene DOCG vieta il glifosato

Conegliano Valdobbiadene DOCG vieta il glifosato

Il Consorzio conferma le sue scelte sostenibili e bandisce l'uso del diserbante promuovendo la difesa integrata della vite

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03

Aprile
2019

Il 2019 è l'anno della messa in atto del divieto di uso del glifosato, diserbante fra i più comuni in campo agricolo, contenuto nel Protocollo Viticolo del Consorzio di tutela del Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG, presentato ieri a Treviso.

Il Conegliano Valdobbiadene è la zona omogenea più estesa in Europa ad aver vietato l'uso della sostanza chimica, che continua ad essere utilizzata in molte aree agricole europee e italiane, seppur con più limitazioni. Si tratta del risultato di un lavoro di cooperazione tra il Consorzio di tutela e le amministrazioni locali dei 15 Comuni dove insiste la Denominazione.

Il Protocollo è di fatto un documento tecnico, datato 2011, redatto da una commissione di esperti con lo scopo di razionalizzare non solo l'utilizzo di fitofarmaci ma proporre anche le buone pratiche agronomiche che possano aiutare la sostenibilità. La sua redazione " è frutto di un lavoro di squadra iniziato due anni fa con cinque amministrazioni comunali - ha sottolineato il presidente del Consorzio, Innocente Nardi - che hanno dimostrato come fosse possibile una scelta di questo tipo. Sono state coinvolte associazioni di categoria (Coldiretti, CIA e Confagricoltura) e stakeholder, a testimonianza della volontà del nostro territorio di fare squadra. Le famiglie produttrici sono 3.300, è stato un cammino di migliaia di persone proseguito a piccoli passi nella stessa direzione".

Oltre al Protocollo, fra i progetti del Consorzio c'è ora la certificazione "Sistema di qualità nazionale di produzione integrata" (SQNPI), un'esperienza pilota sull'utilizzo di tutti i mezzi produttivi e di difesa delle coltivazioni dalle avversità in modo tale da ridurre al minimo l'uso in vigneto delle sostanze chimiche di sintesi. Per ottenere la certificazione, affidata ad un soggetto terzo individuato nell'ente Valoritalia, saranno predisposte attività di controllo, come l'attuazione di un numero significativo di analisi delle uve prodotte, per accertare qual è stato l'effettivo impiego in vigneto delle sostanze chimiche.
L'obiettivo è arrivare a una quota di aziende certificate pari al 25% entro il 2021 e di incrementare il numero del 10% in ciascuno degli anni successivi.


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