Compie un anno il primo allevamento sperimentale di insetti

Compie un anno il primo allevamento sperimentale di insetti

Il progetto è mirato all'allevamento di grilli ed è basato su criteri di economia circolare. L'obiettivo è fornire una fonte proteica alternativa e sostenibile

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11

Luglio
2019

Ha compiuto un anno il primo allevamento sperimentale di insetti commestibili in Italia. L'iniziativa è stata attivata con il Modello italiano di allevamento di insetti commestibili - MAIC nel giugno del 2018 dal Centro per lo Sviluppo Sostenibile, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Torino e Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Una nota dei promotori spiega che l'esperimento è finalizzato all'utilizzo sostenibile degli insetti commestibili come fonte proteica in un'ottica di nutrizione e integrazione della dieta a base di insetti che attualmente serve - secondo dati FAO - due miliardi di persone, poco meno di un terzo dell'intera popolazione mondiale.

Il progetto, sostenuto da Fondazione Cariplo e mirato all'allevamento dell'ortottero acheta domesticus (grillo) in quanto specie più utilizzata al mondo per uso alimentare, è basato sui principi dell'economia circolare ed è "accreditato - spiegano i ricercatori - come sostenibile perché risponde con un modello sicuro ai nuovi fabbisogni alimentari conseguenti all'aumento della popolazione mondiale". "Sotto il profilo economico - dicono ancora - propone invece un modello replicabile di allevamento capace di produrre business agroalimentare.

"L'allevamento di grilli - afferma il responsabile del progetto Andrea Mascaretti - è nato un anno fa dopo una fase dialogo con il comparto agroalimentare partito nel 2012. Il progetto, oltre ad essere sostenibile e innovativo, toglie spazio al già presente mercato nero su produzioni di farina di grillo non sicure e dal costo di 120\130 euro al chilogrammo".


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