Clima, al via l'organizzazione della Conferenza Mondiale

Clima, al via l'organizzazione della Conferenza Mondiale

Il Ministro Costa incontra il Presidente di COP26 e il Sottosegretario dell'Ambiente britannico: "la ripresa sarà verde o non sarà". Necessario unire la tutela della biodiversità con le politiche climatiche

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07

Settembre
2020

Durante la sua prima missione all’estero dopo il lockdown, il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha incontrato a Londra Alok Sharma, Presidente di COP26 e Ministro per le attività produttive del Regno Unito, e Lord Zac Goldsmith, Sottosegretario presso i ministeri dell'Ambiente, dello sviluppo internazionale e degli affari esteri, nonché l’ambasciatore italiano presso il Regno Unito Raffaele Trombetta.
La 26° Conferenza Internazionale delle Parti (COP) della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si terrà a Glasgow a novembre 2021 e l’Italia è il Paese co-organizzatore insieme al Regno unito.
Il nostro Paese ospiterà i due momenti preparatori nel settembre del prossimo anno a Milano: la PreCOP, dove si negozieranno gli accordi che saranno poi ratificati a Glasgow, e la Yout4Climate, la prima conferenza mondiale dei giovani sul clima.

"L’emergenza Covid - ha spiegato Costa - ci ha costretto a rinviare di un anno la COP26, e di conseguenza la PreCOP e la Youth4Climate dedicata ai giovani, ma non per questo l'attenzione deve calare, anzi, dobbiamo sederci ai diversi tavoli di negoziazione con idee ancora più chiare".
Riordiamo però che prima di arrivare alla Conferenza sul clima sono in calendario il G7, che sarà organizzato dal Regno Unito, e il G20, la cui presidenza nel 2021 toccherà all’Italia.

"Ho trovato piena assonanza nei nostri partner inglesi - ancora Costa - nel darci obiettivi precisi per quanto riguarda le politiche climatiche già nel corso di questi due eventi, ai quali siedono le maggiori potenze industrializzate e, di conseguenza, quei Paesi che hanno maggiori responsabilità nelle emissioni di gas climalteranti. Soprattutto ora che dobbiamo riprenderci da una pandemia globale. Con Alok Sharma ci siamo trovati d’accordo, infatti, nel ritenere che la ripresa sarà verde o non sarà. E tutti dobbiamo fare la nostra parte".

Altro punto di discussione su cui si è trovato l'accordo è quello di avere un quadro d’insieme, una visione olistica, che tenga unita la tutela della biodiversità con le politiche climatiche. I due temi sono strettamente legati e un primo banco di prova sarà anche la prossima Conferenza delle parti sulla biodiversità che si terrà a Kunming in Cina nei prossimi mesi.
Fra i punti toccati nel corso degli incontri di Londra, vi è stato il ruolo dell’Italia che sarà la facilitatrice nei rapporti con gli altri Paesi della COP26: "Non tutti i Paesi del pianeta remano ancora con la stessa intensità e per questo ho proposto che il nostro Paese, per la sua tradizione e per i suoi rapporti di familiarità con molti di queste nazioni, possa fare da apripista e mediatore affinché la Conferenza di Glasgow riesca pienamente".


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