Additivi alimentari. Non conforme l'1,1% dei campioni analizzati

Additivi alimentari. Non conforme l'1,1% dei campioni analizzati

Il Ministero della Salute ha pubblicato il Rapporto con i dati del 2018 concludendo il primo ciclo di attività del “Piano Nazionale additivi alimentari 2015 - 2018". Il 59% di non conformità è per uso illegale di additivi nei prodotti di origine animale, al fine di prolungarne la shelf life

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05

Febbraio
2020

Si può consultare sul sito del Ministero della Salute la Relazione al Piano nazionale additivi 2015-2018 relativa al 2018. I dati ci dicono che complessivamente sono stati analizzati 2.477 campioni, tra prodotti alimentari e additivi tal quali, per un totale di 9.203 determinazioni analitiche, di cui 546 riguardanti la valutazione dei requisiti di purezza degli additivi.

Su 2.477 campioni totali sono state riscontrate 27 non conformità, riguardanti tutte la linea di attività additivi alimentari/alimenti, corrispondenti all’1,1% dei campioni analizzati.

Analisi dei dati

Il Ministero - in una nota - ha voluto sintetizzare i risultati più importanti della Relazione. Eccoli di seguito:

  • La percentuale riscontrata di prodotti non conformi nel 2018 è pari a 1,1% e pertanto è leggermente diminuita rispetto agli anni precedenti (2% nel 2015; 1,3% nel 2016; 1,5 % nel 2017).
  • Le richieste del Piano Nazionale per il controllo degli additivi alimentari nei prodotti alimentari risultano soddisfatte. Il controllo dei requisiti di purezza sugli additivi alimentari tal quali ha visto un incremento dei campioni raggiungendo il 90% dei campioni previsti.
  • Gli additivi alimentari compresi nella categoria funzionale dei conservanti rappresentano le sostanze maggiormente ricercate, elemento positivo alla luce della loro importanza tecnologica nel preservare la salubrità degli alimenti.
  • La percentuale delle determinazioni analitiche dei coloranti è rimasta invariata, mentre è aumentata la percentuale di quelle degli edulcoranti, elemento positivo alla luce degli aumentati consumi di prodotti alimentari a ridotto contenuto energetico.
  • La percentuale maggiore di NC (59%) è riconducibile all’uso illegale di additivi alimentari nei prodotti di origine animale, al fine di prolungarne la shelf life. Questo dato evidenzia la necessità di prevedere un controllo adeguato delle possibili pratiche fraudolente finalizzate al prolungamento artificiale (potenzialmente pericoloso) del tempo di vita commerciale degli alimenti.
  • I requisiti di purezza (metalli pesanti) degli additivi alimentari sono risultati sempre conformi alla normativa.

"Alla luce delle risultanze sinteticamente sopra elencate - afferma il Ministero - il sistema di categorizzazione del rischio utilizzato nel Piano, basato prevalentemente su indicatori di carattere valutativo/tossicologico, appare sostanzialmente adeguato. Complessivamente l’utilizzo degli additivi alimentari nelle diverse filiere di produzione avviene conformemente ai regolamenti e in modo controllato."

Relazione al Piano nazionale additivi 2015-2018 relativa ai dati 2018.

 


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