50 miliardi di api italiane sono già attive

50 miliardi di api italiane sono già attive

Inizia con 1 mese e mezzo di anticipo la primavera: nelle campagne tornano a lavorare le api. Coldiretti illustra gli effetti di un inverno che ha registrato una temperatura di 1,65 gradi superiore alla media

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18

Febbraio
2020

La temperature sopra la norma e le ripetute giornate di sole di questo febbraio anomalo hanno risvegliato in anticipo di almeno un mese 50 miliardi di api presenti sul territorio nazionale, ingannate dalla finta primavera. Lo afferma Coldiretti sulla base dei monitoraggi sugli effetti di un inverno caldo, con una temperatura che fino ad ora è stata in Italia superiore di 1,65 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima - ISAC e del CNR, relativi al mesi di dicembre e gennaio 2020.

Le temperature sopra i 15 gradi hanno fatto uscire le api dal milione e mezzo di alveari presenti in Italia, che hanno subito ricominciato il lavoro di bottinatura e impollinazione. Dovesse tornare il freddo - afferma Coldiretti -, gelerebbero i fiori e perirebbero parte delle api dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele in Italia.

Il clima mite si fa sentire anche sui parassiti alieni che sta favorendo la sopravvivenza della cimice asiatica, l’insetto killer dei raccolti che - denuncia Coldiretti - ha devastato i campi e i frutteti di 48mila aziende in Italia con un danno, nell'ultimo anno, superiore ai 740 milioni di euro a livello nazionale.

Le colture. La siccità

Nelle campagne lungo tutta la Penisola si fanno i conti con il clima anomalo che ha provocato fioriture anticipate delle mimose in Liguria e dei mandorli in Sicilia e Sardegna dove iniziano a sbocciare le piante da frutto.
In Abruzzo sono in fase di risveglio, con un anticipo di circa un mese, gli alberi di susine e pesche, mentre gli albicocchi in Emilia e in Puglia hanno già le gemme. Nel Lazio gli agricoltori offrono agretti, carciofi romaneschi, erbe spontanee come il papavero e le fave, già presenti anche in Puglia insieme alle fragole, arrivate con un anticipo di alcune settimane e già pronte al consumo.

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio ANBI, in Puglia, la disponibilità idrica è dimezzata negli invasi rispetto allo scorso anno; difficoltà anche in Umbria con il 75% di pioggia in meno caduta nel mese di gennaio rispetto allo scorso anno, e in Basilicata dove mancano all’appello circa 2/3 delle risorse idriche disponibili rispetto a febbraio 2019.
In Sardegna, il Consorzio di Bonifica di Oristano ha predisposto a tempo di record l’attivazione degli impianti per l’irrigazione per garantire acqua ai distretti colpiti dalle grave siccità a causa della mancanza di piogge.
In Sicilia siamo alla tragicommedia: si riscoprono addirittura le messe con preghiere propiziatorie a Gibellina, in provincia di Trapani, mentre a Poggioreale, dove non piove da circa due mesi, è stata organizzata una processione del Santissimo Crocifisso e di Sant’Antonio da Padova, protettore del Paese.
In vaste aree dell’isola i campi sono aridi e i semi non riescono neanche a germinare. La mancanza di acqua e il vento minacciano anche le lenticchie di Ustica e problemi nella zona del ragusano ci sono nei pascoli dove l'erba è secca.

Ricorda Coldiretti che l’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici che hanno causato una perdita in Italia di oltre 14 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali.


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